Non è lecito esibire un documento quando si usa la carta di credito

Il Tulps (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) stabilisce che solo un agente di pubblica sicurezza è autorizzato a richiedere di esibire un documento di identità 

E’ diventata abitudine, in alcune catene di esercizi pubblici, la richiesta di un documento di identità per effettuare un pagamento con carta di credito. Questo, secondo il Tulps è un abuso che purtroppo non solo viene accettato ma anche visto positivamente dalla maggioranza degli acquirenti. Il Tulps prescrive che solamente un Pubblico ufficiale è autorizzato a richiedere di esibire un documento di identità. Un pubblico ufficiale può essere un militare, un carabiniere, la polizia di stato, la guardia di finanza, ma anche chi esercita una pubblica funzione, anche per un breve periodo (ad esempio: insegnanti, consiglieri comunali, presidente di seggio elettorale). Pertanto, la cassiera di un negozio, del tutto ignara e istruita dal suo superiore a pretendere di vedere il documento, è assolutamente convinta di fare una cosa legale ed utile alla società ma in realtà infrange la legge e di conseguenza commette un reato. E’ quindi possibile sporgere querela ma purtroppo solamente contro la cassiera e non contro l’esercizio. In altre parole, l’esercizio costringe la cassiera ad infrangere la legge sapendo che nelle grane può andarci solo lei, la povera cassiera. Oltretutto, non sta scritto da nessuna parte, neppure nel regolamento delle carte di credito, la necessità di esibire un documento d’identità nel momento in cui viene usata la carta di credito. Tra l’altro, anche per quanto riguarda la fotocopie del documento d’identità, esistono solo due soli casi in cui la legge autorizza la richiesta di fotocopia del documento di identità: per acquistare la scheda del telefonino (Sim), e ciò in forza dell’art. 6 della legge 155/2005 in materia di contrasto al terrorismo internazionale e nei casi in cui  la richiesta venga fatta da una pubblica amministrazione o da gestori di pubblici servizi (es. compagnie elettriche, fornitori di gas, ecc.), in base all’art. 45 del d.P.R. 445/2000. In tutti gli altri casi possiamo (anzi dovremmo) rifiutarci di lasciar fotocopiare il nostro documento di identità, perché non siamo obbligati e il soggetto che ce lo richiede non è autorizzato a farlo. Mentre, rifiutarsi di fornire ad un Pubblico Ufficiale indicazioni circa la propria identità personale costituisce un reato punito con l’arresto ed una pesante sanzione.