“Noi, sequestrati a Cagliari dal Giro d’Italia nelle strade bloccate”

La protesta di chi non guardava il Giro d’Italia, ma è rimasto bloccato per ore al Poetto: “Come in una prigione”

Si sapeva che l’arrivo del Giro d’Italia avrebbe interessato il Poetto dalle 15 in poi e che quindi la spiaggia, il nostro lungomare, la passeggiata mattutina domenicale non ne avrebbe risentito. Così molti cagliaritani hanno pensato di recarsi ugualmente al mare, oggi che poi il vento soffiava così forte e il mare era particolarmente azzurro. E’ vero che all’arrivo, circa alle 11 della mattina, pochissimi erano i runners ed anche i ciclisti della domenica, le carrozzine e le persone in cammino. Molti hanno deciso di restare, aspettando alle 15, quando gli sbarramenti delle strade sarebbero stati completi e definitivi e, comunque, sembrava impossibile che non lasciassero nemmeno una via d’uscita, una strada d’emergenza.

Così, dai, concediamoci anche oggi uno spaghetto ai ricci, anche se i chioschi sono tutti deserti e non c’è certo bisogno di prenotazione. Si stava così bene, sotto questo splendente sole di maggio, strisce bianche nel cielo: che ce ne importa del Tour? Puntualmente alle 15.00, questi pochi temerari, in un luogo ormai deserto, di fronte ad un mare sempre più increspato senza neanche un’imbarcazione in lontananza, si dirigono verso quelle che ritengono le vie d’uscita, ormai presidiate ovunque da vigili, e gentilmente chiedono dove si passi per tornare in città.

“Da nessuna parte” – è la risposta- “Ormai si parcheggia la macchina e si aspetta per tre ore e mezzo finchè non è passato il Giro. “Ma come? Non c’è una strada di emergenza? Un lasciapassare? Non passeranno in tutte le vie i ciclisti? Non è stato dirottato il traffico per l’emergenza? E’ un sequestro di persona?”. Niente da fare: unica alternativa è prendere dei pullman che forse passeranno e non si sa verso quale direzione. Ecco dunque gente che abbandona le auto e s’imbuca nel primo pullman che capita e che si fermerà all’ingresso di via Roma, dove sta accadendo un vero e proprio assedio: una città bloccata, per i cittadini, siano disabili, anziani e bambini, poco importa. “Era già previsto? Se sì, era previsto il caos, la disorganizzazione, il provincialismo di una città disabituata ai grandi eventi, che blocca la vita alle persone per una manifestazione sportiva”, si lamentano molti lettori. 


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