“Nessuno ha offeso i paesani: è Zedda casomai che offende i cagliaritani”

Riapre via Roma, ma non si fermano le polemiche. L’opinione di Roberto Marchi: “Asfaltare non è governare, non è portando una sagra paesana in via Roma che si dimostra che la strada senz’auto funziona” (vignetta di Claudio Ruju)

di Marcello Roberto Marchi

Per uno che si dedica prevalentemente alla lettura di Dante, non dovrebbe essere difficile spiegare  a chi sta ad ascoltarlo il significato più semplice, terra terra come si usa dire in gergo, il significato di termini che usualmente vengono utilizzati per descrivere alla generalità delle persone affinchè tutti capiscano e  nella maniera più semplice e bonaria di che cosa si sta parlando
E’ il caso dei giudizi espressi per Via Roma pedonalizzata per un intero mese di fila e data in concessione per tre soli giorni a farne un ” mercato in piazza ” con canti e balli appunto da “sagra paesana”, così come in effetti è stato, cioè nulla di straordinario se non una modesta riproduzione di una manifestazione già vista e sperimentata questa estate all’interno degli spazi del Porto, questa certamente più ricca e variegata , meglio organizzata e  più partecipata. Rifarla pari pari nella Via Roma pedonale e soprattutto in questo modo, ha tolto significato e valore  sl tentativo di convincere gli operatori sotto i portici a trasferire la proprie attività anche nella strada pedonale con la possibilità di attrarre non solo le famiglie che possono permettersi  un modesto panino ( è un giudizio del Sindaco ) ma anche la clientela con maggiori possibilità di spesa e che, oltre ad un pasto seppure semplice in ristorante, può essere interessata alla varietà di articoli che trattano tutti i negozi sotto i portici.

Le critiche per la “tre giorni” di una semplice, modesta e bonaria ( questo è il concetto che noi abbiamo voluto esprimere) ” sagra paesana” nella Via Roma pedonale ( trovate voi l’aggettivo più adatto per qualificarla, visto che per il Sindaco di Cagliari chiamarla paesana – per lui appunto che legge Dante ,come ha amato  affermare   in Consiglio  Comunale rispondendo ad una interrogazione del Consigliere Aurelio Lai – vorrebbe significare una offesa nei confronti di quanti si sono riversati nel salotto buono della Città dove avrebbero gradito trovare qualcosa di  meglio da ammirare e da godere, spendendo quanto ciascuno poteva conoscendo le proprie tasche) avrebbero mandato ” su tutte le furie” il nostro primo cittadino che, evidentemente, dai giudizi e dalle critiche non intende trarre alcun insegnamento per dare risposte positive in tema di sviluppo e di occupazione, che sono i temi che più preoccupano le famiglie e i giovani, non solo le imprese  della ristorazione, che sono quelle che sembrano stare più a cuore a questa Amministrazione comunale, pedonalizzare e tavolini come principale attrazione : questo in definitiva è il risultato.

Ma, asfaltare non è governare, è cosa risaputa, è stato sempre detto.!!!
Altri sono i problemi per le imprese e per famiglie, per i giovani, per le lavoratrici e per i lavoratori
 Al Sindaco  è sfuggito di mano, per esempio ,o meglio non ha avuto la necessaria attenzione per tenere il bandolo della matassa della Sanità Sarda .Protesta solo a cose  fatte, che sono pperò passate anche al vaglio  di importanti organismi ,come per esempio la Conferenza Permanente Regione Enti Locali della quale il Sindaco di Cagliari fa parte, senza che nulla dicesse.
Al Sindaco e alla sua Amministrazione va dato atto che sistemare le strade della Città è importante, è invece  del tutto negativo voler scacciare dal  Centro della Città, peraltro allargato alle più immediate periferie, le famiglie residenti , eliminando servizi primari essenziali, come quelli della mobilità pubblica ( i Bus del CTM  hanno percorsi non rispondenti alle necessità di chi vive e opera  in Centro ) e vietando  quella privata , dimenticando che la popolazione che vive nei centri storici è quella più fragile e meno protetta.
Anche il progetto annunciato di  far diventare tutto ” Centro” , l’intero tessuto urbano che va da Bonaria a San Paolo, Is Mirrionis, Città della Musica, assegnando alla rete metropolitana di superficie la patente  miracolistica e salvifica del traffico umano e commerciale, che abbraccia tutti i settori della vita civile,  sembra rientrare in quella logica di ” stupire” gli interlocutori per lasciare il segno, non importa quale, pur di far parlare di se  e delle proprie ambizioni politiche.Per carità, è tutto legittimo ma …. non si può giocare sulla pelle della gente.
La grande piazza sul mare non è certo quella disegnata dal Sindaco e dai suoi diretti consiglieri.
La grande piazza sul mare verrà definitivamente cancellata dalla metropolitana di superficie che taglia longitudinalmente e in maniera irreparabile tutto il fronte del Porto.
Un consiglio al Sindaco, se me lo permette : chieda al Senatore Luciano Uras cosa era il progetto del cosiddetto ” Cuneo” proposto nel 1984 in maniera organica  dall’allora Assessore degli Enti Locali, della Giunta di Mario Melis,  il compianto Luigi Cogodi. Al tempo il Senatore Uras era  Segretario Particolare.dell’Assessore . Se ritiene potremmo anche parlarne a tre , di quel progetto, che ho potuto conoscere, apprezzare e anche divulgare nelle linee essenziali essendo io allora l’ Addetto Stampa dell’Assessore , in quanto funzionario della Regione,
Quel progetto, sì , poteva portare alla grande Piazza sul mare . La Metropolitana  di superficie cingeva come una corona i Comuni dell’hinterland, da Quartu ad Elmas, fino a San Paolo – Santa Gilla dove era allocato il Centro Intermodale Ferroviario- Gommato che integrava quello Portuale e Aeroportuale..
Di che cosa si vuole parlare, oggi ?


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