“Nessun fisioterapista per mio padre 84enne colpito da ictus, a Cagliari ti curi solo se paghi”

La denuncia di una donna di Sestu: “Sono stata in diversi centri convenzionati, la lista d’attesa va da sei mesi a un anno. Lavoro in un call center, sono costretta a fare sacrifici per pagare un privato. Una vergogna, mio papà è anche invalido. Puoi curarti solo se hai i soldi”

Storie di una sanità che sembra continuare a non funzionare, almeno in Sardegna. Tra liste d’attesa quasi “eterne” e costi proibitivi anche per poter contare sulle cure di un fisioterapista. Il racconto-denuncia di Daniela Belfiori, di Sestu, somiglia a un lungo calvario. Che ha una fine solo nel momento in cui si apre il portafoglio: “Mio padre ha 84 anni e vive a Cagliari, ha avuto un ictus ed è invalido. Al Brotzu gli hanno riscontrato una instabilità posturale di verosimile natura vascolare, e per questo ha bisogno di un fisioterapista a domicilio”. La donna, lavoratrice in un call center, ha girato diversi centri convenzionati, ma la risposta è stata sempre e solo una: “C’è una lunga lista di attesa, andando bene di sei mesi, ma anche di un anno”.
Troppo tempo per un anziano “che è anche invalido e usufruisce della Legge 104, e non può avere diritto subito alle cure per poter stare meglio. Con molti sacrifici devo spendere duecento euro per dieci sedute fisioterapiche, è una vergogna. In questo Paese ci si può curare solo se si hanno i soldi, e io ne spendo già tanti perché anche mia madre è malata, ha l’alzheimer e deve essere seguita da una badante”.