“Nero come la cronaca”: la scomparsa di Rossella Corazzin

Un “cold case”, un mistero di quasi 50 anni fa e ad oggi ancora irrisolto, tornato alla ribalta proprio in queste settimane: la scomparsa della giovane Rossella Corazzin. A fare da sfondo le dichiarazioni del pluriomicida Angelo Izzo e l’ombra del medico Francesco Narducci.


Per le ultime notizie entra nel nostro canale Whatsapp

Parte da oggi “Nero come la cronaca”, l’appuntamento con le notizie che riguardano i casi più eclatanti di cronaca nera, sia regionali che nazionali, in onda su Radio Casteddu Online.

Apriamo questa puntata con un “cold case”, un mistero di quasi 50 anni fa e ad oggi irrisolto, ma che è tornato alla ribalta proprio in queste settimane: la scomparsa della giovane Rossella Corazzin. 

Rossella aveva 17 anni quando, nel pomeriggio del 21 agosto 1975, sparì nel nulla a Tai di Cadore, in provincia di Belluno, dove si trovava in vacanza con i genitori. Uscì per una passeggiata nei boschi, da sola, e non fece mai più ritorno a casa. A nulla valsero le ricerche, quasi immediate, e dopo numerosi cicli di indagini, nel 2010 fu dichiarata la morte presunta della ragazza.

Della triste vicenda non si parlò più fino al 2016 quando Angelo Izzo, il pluriomicida in carcere a Velletri, ha rotto il silenzio che circondava la sparizione e ha raccontato una storia molto complessa e molto più inquietante: Rossella Corazzin sarebbe stata prima rapita, poi detenuta in un luogo non meglio identificato dalle parti di Riccione. Da lì la povera ragazza sarebbe stata trasferita in una villa e nel corso di una cerimonia a sfondo iniziatico ed esoterico, avrebbe subito una violenza sessuale di gruppo prima di essere uccisa. Il corpo di Rossella sarebbe poi stato occultato nei terreni vicini.

Una vicenda orribile e inquietante… che non finisce qui.

Izzo precisa che l’orrendo rituale, al quale lui stesso avrebbe preso parte, si sarebbe svolto in una villa presso il Lago Trasimeno, di proprietà di Francesco Narducci, il medico gastroenterologo scomparso misteriosamente proprio nello stesso lago l’8 ottobre del 1985.

Una persona, Narducci, la cui vita, non meno che la misteriosa morte, è stata al centro di ampie attività di indagine, con particolare riguardo alla drammatica vicenda dei delitti delle coppiette avvenuti nella provincia fiorentina tra il 1968 e il 1985 e meglio conosciuti al pubblico come i delitti del “Mostro di Firenze”.

Le dichiarazioni di Izzo, sono state ritenute inizialmente inattendibili tanto da dar luogo all’archiviazione del procedimento a Perugia. Invece sono state riesaminate di recente dalla Commissione parlamentare Antimafia che in una relazione resa pubblica proprio in questi giorni ha ribaltato la questione ritenendo di aver a che fare con dichiarazioni dai “contenuti verosimili e quindi almeno in parte affidabili”.

Ma in cosa consistono alla fine queste dichiarazioni? Fondamentalmente in due complessi distinti: una prima parte è rivolta alla dinamica del rapimento, della violenza di gruppo e, infine, dell’uccisione di Rossella Corazzin. Una seconda parte riguarderebbe, invece, il rapporto personale di Izzo con Francesco Narducci.

Izzo riferisce di aver conosciuto Narducci in una tenuta in provincia di Arezzo che, fino al 1993, sarebbe appartenuta alla famiglia reale del ramo dei Savoia-Aosta. Qui – continua Izzo – si tenevano riunioni monarchiche e incontri di tipo massonico «neo-templare».

Narducci  – che stando ai racconti di Izzo non avrebbe preso parte alla drammatica vicenda della Corazzin—  ne sarebbe stato tuttavia ben informato. Avrebbe infatti parlato sia dell’uc­cisione della ragazza, che sarebbe avvenuta per strangolamento con una corda, sia dell’occultamento del cadavere avvenuto nei dintorni della villa di sua proprietà a San Feliciano di Magione.

Non solo: il noto medico perugino avrebbe descritto a Izzo la dinamica del duplice omicidio avvenuto a Borgo San Lorenzo il 14 settembre 1974. La notte in cui persero la vita Pasquale Gentilcore e Stefania Pettini, secondo alcuni il primo vero omicidio ascrivibile al c.d. Mostro di Firenze. Narducci sarebbe stato molto informato e consapevole dei risvolti “esoterici” del delitto.

Meno di un anno dopo il Delitto di Borgo San Lorenzo,  il 21 agosto del 1975 scompare Rossella Corazzin.

Poi, nella notte tra il 29 e il 30 settembre del stesso anno, si consuma il delitto del Circeo in danno di Rosaria Lopez e Donatella Colasanti e i tre responsabili, tra i quali lo stesso Izzo, vengono condannati all’ergastolo.

Esiste un filo sottile che legherebbe  tra loro questi 3 eventi? Secondo Angelo Izzo, sì: i delitti sarebbero tutti riconducibili ad ambienti massonici, neonazisti e a sette sataniche dedite ai sacrifici umani.

 

[email protected]

 

“Nero come la cronaca”, lo spazio dedicato alle principali vicende di cronaca nera, va in onda ogni lunedì, mercoledì e venerdì su Radio Casteddu Online.


In questo articolo: