Nasce Thalasai, il nuovo gruppo folk di Sedilo

Al via le attività del neonato gruppo folkloristico del paese del Guilcier

Prende il nome dal colle che domina il lago Omodeo, il nuovo gruppo folk di ballerini sedilesi. Nato formalmente qualche mese fa, ha iniziato l’attività in questi giorni e conta già una ventina di adesioni tra adulti e bambini.

«L’entusiasmo è tanto – dichiara il presidente Roberto Porcheddu – siamo tutti accomunati dalla grande passione per il ballo tradizionale di Sedilo e vogliamo farlo conoscere anche fuori dai confini della Sardegna, valorizzando soprattutto i talenti del nostro paese».

L’associazione è costituita da ballerini giovani e adulti con esperienza e passione pluriventennale per il ballo sardo. Nel corso degli anni i vari componenti si sono esibiti, assieme ad altri sodalizi, in numerose piazze della Sardegna, nella penisola e all’estero.

I balli eseguiti sono quelli caratteristici di Sedilo e della zona del Guilcier. «Su passu», «sa danza», «su ballu tzoppu» e «su ballitu» sono danze che, nella loro diversità, mettono in risalto l’abilità dei ballerini, che le interpretano secondo il proprio talento personale. L’altro elemento caratteristico è dato dal costume che, con il suo aspetto semplice e austero, è rimasto intatto nel tempo, conservando la sua forma originale.

«Il nome scelto è quello del colle, situato a sud dell’abitato, sovrastato dall’omonimo nuraghe il quale rappresenta il filo conduttore tra il presente e il passato e costituisce le solide radici che ci legano alla nostra terra – conclude Roberto Porcheddu». Quel colle è anche il luogo nel quale è ambientata la leggenda di «Eurania di Thalasai», fonte di ispirazione di racconti e romanzi.  

Il gruppo, oltre che preservare le tradizioni, è anche molto attento alle nuove tecnologie. E’ infatti online sito internet, consultabile all’indirizzo www.folkthalasai.info, la pagina Facebook ed il canale YouTube.

«Mi! Su sotziu nou ‘e balladores, sun totus zovanddos de talentu. Thalasai bis faghet monumentu, ca de Sedil’isportan sos colores», chiosa in versi di poesia, l’amico Francesco Frau.


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