Muore stroncato da un tumore, Villacidro si mobilita per la moglie di Mamadou: “Raccolta fondi per il funerale”

Per tanti anni è stato uno dei senegalesi più conosciuti in paese. Ha fatto l’agricoltore e, per sfamare i suoi cari, ha fatto l’ambulante davanti al centro commerciale sulla Provinciale. L’iniziativa degli amici e degli imprenditori: “Il suo corpo è in Senegal, la sua famiglia vorrebbe andare per il funerale: chi può li aiuti”.

La sua morte, avvenuta ieri, ha generato commozione e, contemporaneamente, una gara di solidarietà molto partecipata. Mamadou Ndoye, per tutti semplicemente Mama, viveva da dieci anni a Villacidro. Sposato, due bimbi piccoli di 5 mesi e quattro anni, ha lavorato come agricoltore, in varie aziende del paese, e per sfamare la sua famiglia ha fatto il venditore ambulante davanti al centro commerciale Sant’Ignazio, sulla Provinciale. Era lì ogni mattina, Mamadau, pronto ad accogliere tutti “con un sorriso”, come scrivono tanti villacidresi, ricordandolo nei gruppi social del paese. “Vendeva calze, fazzoletti e accendini. Un ragazzo d’oro, sempre sorridente e un grande lavoratore”. Ecco perchè, a poche ore di distanza dalla sua scomparsa, avvenuta in Senegal, sono già partite varie raccolte fondi: “Mamadou ha scoperto di avere un tumore, purtroppo già molto avanzato, all’ospedale di San Gavino. Ha scelto di tornare nel suo paese per salutare i suoi cari, dopo soli tre giorni dal suo arrivo è morto”, spiega Siro Marrocu, volto noto della politica regionale sarda ed ex presidente della Villacidrese. “La sua famiglia vuole continuare a restare qui ma, contemporaneamente, vorrebbe poter partecipare al suo funerale”.
E la raccolta fondi ufficiale, come spiega Alessia Pittau, amica di famiglia di Mamadou Ndoye: “Preferiamo che i soldi vadano direttamente a lei, così siamo sicuri che li utilizzerà per raggiungere, per l’ultima volta, il suo caro marito. Chiunque volesse donare qualcosa può contattarmi direttamente su Facebook, fornirò il codice Iban della moglie. Gli abbiamo voluto tutti bene, la dimostrazione sono i tanti messaggi e le tante telefonate di affetto che sono arrivate. Non ci dimenticheremo mai di Mamadou, non lo dimenticherò mai. È stato per me un privilegio poter condividere con lui e con la moglie Adji momenti di grande gioia e allegria e momenti di fatica e di difficoltà. Mamadou aveva sempre il sorriso stampato, fino all’ultimo giorno mi ha rassicurato, dicendo che stava andando tutto bene”. Una bugia a fin di bene, quella del 48enne, innamorato della Sardegna e di Villacidro.


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