Morto schiacciato da un toro in Sardegna: “Nessuna giustizia per il mio Fabio”

Fabio Settembrini ha perso la vita sulla 131 Dcn dopo il terribile impatto tra la sua auto e un toro. La fidanzata in lacrime: “È morto anche il proprietario dell’animale, per provare a ottenere un risarcimento dovremmo fare una causa civile ma costa troppo”

Un anniversario tristissimo, di lutto, quello che sta vivendo Valeria Cuccu, 33enne sarda di Macomer. Quattro anni fa, il sette febbraio 2016, il suo compagno e promesso marito Fabio Settembrini, calabrese di trentadue anni, ha perso la vita sulla 131 Dcn dopo che un toro, invadendo la corsia, era finito contro la sua automobile, rimbalzando sul cofano e “volando” sopra il tettuccio. Il giovane cosentino non ce l’aveva fatta a sopravvivere al terribile schianto, morendo praticamente sul colpo. Dentro l’Audi c’erano anche Maria Teresa Zirottu e Alessio Cuccu,  mamma e fratello della fidanzata di Fabio, Valeria Cuccu. È proprio quest’ultima, a quattro anni esatti da quella terribile notte, a spiegare in lacrime che “per ottenere un risarcimento dovremmo fare una causa civile, ma costa troppo”. Già: infatti, il proprietario dell’animale, Sebastiano Manca, è morto qualche anno dopo, proprio mentre il processo penale presso il tribunale di Nuoro era alle battute iniziali. E qualunque possibile reato, di conseguenza, è stato automaticamente estinto. Grazie a delle indagini minuziose era stato possibile risalire al Dna dell’animale, privo di targhetta: solo nell’azienda agricola di Manca erano stati trovati tori “compatibili biologicamente” con quello che aveva causato l’incidente mortale. “Sono molto addolorata, io e Fabio volevamo sposarci, stavamo insieme da sette anni ed eravamo già andati a convivere. Vorrei giustizia, ma l’eventuale processo civile si prospetta molto lungo e costoso”.

 

Per tutto l’iter penale, i genitori di Fabio Settembrini e Valeria Cuccu si sono affidati all’avvocatessa Monica Puggioni. Attualmente, la Puggioni non è più il legale della famiglia ma ricorda molto bene tutti i passaggi della vicenda: “Se i parenti o la fidanzata non intendono fare una causa civile la vicenda in sè è finita nel momento in cui signor Manca è morto, non mi hanno conferito nessun mandato in tal senso. Per ottenere un risarcimento è indispensabile andare avanti, avevo suggerito ai parenti di Fabio Settembrini di accertarsi presso la Camera di Commercio e la Conservatoria se il proprietario dell’azienda agricola avesse, o meno, degli eredi. Ciò che posso dire, con sicurezza, è che le indagini per risalire al padrone del toro erano durate molto ed avevamo accertato che il bovino responsabile dell’incidente era ‘figlio’ degli altri suoi tori. Inoltre, avevamo trovato dei peli di animale nella staccionata e nella rete di confine tra il terreno e la strada. Nel processo, quando è morto l’allevatore, non era stato ancora sentito nessun testimone”.


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