Morto Arricelli, il grifone dei record: dopo la libertà aveva volato da Villasalto alla Sicilia

Caduto in mare perché debilitato o attaccato da un gabbiano, non è stato possibile recuperarlo.


Per le ultime notizie entra nel nostro canale Whatsapp

Morto anche il grifone Arricelli, dopo la libertà aveva volato da Villasalto alla Sicilia per esplorare il territorio: caduto in mare perché debilitato o attaccato da un gabbiano, non è stato possibile recuperarlo da parte degli operatori dell’agenzia regionale Forestas, che non hanno potuto far altro che comunicare il decesso del grifone che amava volare lontano.

Dopo il volo record di 373 chilometri in 9 ore, il giovane avvoltoio Arricelli è morto tra Punta Raisi e San Vito Lo Capo.

Una notizia che ha rattristato prima di tutto chi si è preso cura di lui e dei suoi amici rimessi in libertà e tutti coloro che seguono le vicende della specie che deve ripopolare il territorio.

“I giovani grifoni sono tendenzialmente erratici e spesso si allontanano dalla colonia, perdendo il contatto visivo con gli adulti” spiega Forestas. “Questo allontanamento dalle colonie di nascita ha un importante significato biologico (consente il continuo scambio di patrimonio genetico tra le diverse popolazioni della specie…). Questo scambio era più semplice quando il grifone occupava in maniera uniforme tutto l’areale mediterraneo e orientale ma, attualmente, le popolazioni di grifone sono localizzate a distanze notevoli e spesso i giovani, nel loro vagare, non trovando una nuova colonia che li accolga o comunque adulti che gli insegnino a “leggere i segni del territorio” per capire come trovare una carcassa, finiscono per non alimentarsi, indebolirsi e infine morire se non soccorsi dall’uomo”. Questa è la storia di gran parte dei grifoni utilizzati nei progetti di ripopolamento o reintroduzione in corso, anche in Sardegna purtroppo. Infatti sono quasi tutti giovani ai quali viene data una seconda possibilità di sopravvivenza, come quelli recuperati da Forestas o da altri partner, e rilasciati settimane fa dalla voliera Forestas di Villasalto. Alcuni di loro mantengono una alta tendenza all’erratismo che, statisticamente, può essere fatale. Per garantire l’eventuale soccorso di questi giovani, infatti, sono stati applicati i dispositivi GPS, ma se gli animali finiscono in mare, per debilitazione o perché aggrediti da altri grossi uccelli come i gabbiani reali, le possibilità di soccorso sono molto inferiori rispetto alla terraferma. E così è stato anche per il povero Arricelli, che verrà ricordato come il grifone dei record, al quale piaceva volare in alto e lontano, più che mai.

Ma come se la stanno cavando gli altri 13 grifoni? “A fronte delle prime, prevedibili perdite, ci sono tante buone notizie”.

Sannicolò, per esempio, sta esplorando la Sardegna: ha battuto la zona sudorientale, poi è risalito in Costa Smeralda. Con il vento sulle Bocche di Bonifacio, potrebbe raggiungere la Corsica.

Sinnai, invece, è stato a Dorgali, poi Oliena e Orgosolo, infine sulla costa occidentale. Ora è nel Montiferru. Ballao, Gerrei, Armungia, Quirra e Muravera sono rimasti sui Sette Fratelli e tornano regolarmente nella voliera Forestas. Anche Villasalto, dopo qualche puntata a Villasimius, non si allontana troppo. E Silius, esplorata Fonni, è tornato a casa. CeaRomana ha esplorato il sud est sino a Lanusei, mentre Villasimius si è spinta a Escalaplano e Burcei a Tertenia. Naso all’insù, insomma, e uno sguardo al cielo: niente di strano che uno dei grifoni, che hanno i nomi dei territori sardi, non voli all’improvviso sopra noi, regalando una piacevole emozione nell’ammirare le sue possenti ali.


In questo articolo: