Morte equipe medica del centro trapianti: dieci anni fa la tragedia

Alessandro Ricchi, Antonio Carta e Gianmarco Pinna rimasero uccisi nello schianto sui monti di Burcei a bordo di un Cessna: stavano portando al Brotzu di Cagliari un cuore nuovo per un paziente che attendeva un trapianto.


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Dieci anni dalla tragedia. Dieci anni da quel dolore, da quelle lacrime che sconvolsero un’intera comunità. Era il Il 24 febbraio del 2004 quando Alessandro Ricchi, Antonio Carta e Gianmarco Pinna rimasero uccisi nello schianto sui monti di Burcei a bordo di un Cessna, un velivolo turboelica da turismo con cui stavano effettuando la tratta che da Roma conduce a Cagliari per portare il cuore che doveva essere trapiantato in un paziente dell’ospedale Brotzu del capoluogo sardo.

Il gesto d’amore immenso di un organo donato, si trasformò in uno strazio che portò con sé anche i piloti Helmut Zurner, Thomas Giacomuzzi e Daniele Giacobbe.

A guidare l’equipe era il dottor Alessandro Ricchi, 52 anni, di Pavullo Frignano, in provincia di Modena, direttore del centro trapianti del Brotzu, dove lavorava dal 1987 quando venne chiamato dal cardiochirurgo Valentino Martelli con il quale collaborava all’Italian Hospital di Londra. Nel centro trapianti di cuore cagliaritano Ricchi aveva effettuato oltre settanta interventi. Durante il soggiorno all’Italian Hospital, il medico aveva collaborato con diversi chirurghi aquistando una vasta esperienza nella chirurgia delle patologie congenite e acquisite dell’adulto.

In ricordo delle vittime, e in occasione del decimo anniversario, monsignor Piergiuliano Tiddia vescovo emerito di Oristano, celebrerà la messa di suffragio lunedì alle 12.30, nella cappella del Brotzu.

 


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