Monte Nuovo, politica e criminalità choc: l’associazione mafiosa resta per Cocco, Murgia e Mariotti

Chiuse le indagini dell’antimafia di Cagliari che portarono al maxi blitz dello socrso settembre, con l’arresto in carcere, fra gli altri, del primario di terapia del dolore del Binaghi Tomaso Cocco e dell’ex assessore dell’Agricoltura Gabriella Murgia. Oggi il sostituto procuratore Emanuele Secci ha confermato le contestazioni più pesanti, associazione mafiosa e associazione segreta, nonostante il tribunale del riesame le avesse fatte decadere


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Chiusa l’inchiesta, restano le accuse più pesanti nei confronti degli indagati eccellenti, ovvero associazione mafiosa e associazione segreta. Il sostituto procuratore Emanuele Secci ha ribaltato la decisione del tribunale del riesame che le aveva fatte decadere ha confermato i capi d’imputazione, anche per Gavino Mariotti, il candidato sindaco del centrodestra al comune di Sassari. A settembre del 2023, il blitz portò in carcere 13 persone e ai domiciliari altre 18, con migliaia di pagine di intercettazioni telefoniche. Secondo gli inquirenti, era in atto un sistema criminale consolidato del quale facevano parte, tra gli altri, colletti bianchi e storici esponenti della criminalità barbaricina.   Mariotti è accusato di essere promotore e organizzatore assieme al medico Tomaso Cocco, primario della terapia del dolore del Binaghi, finito non senza polemiche nel carcere di Palermo destinato ai mafiosi e ora ai domiciliari,  Nicolò Cossu (per tutti Cioccolato, ritenuto il capobanda), Tonino Crissantu, l’ex assessore regionale all’Agricoltura Gabriella Murgia, Battista Mele, Giovanni Mercurio, Giuseppe Antonio Mesina e Paolo Murgia.

 

 

 

Reati minori vengono contestati  agli altri indagati: Alessandro Arca,  Vincenzo Deidda, Giuseppe Paolo Frongia, Anna Gioi, Raffaele Gioi, Salvatore Gioi, Marco Lai, Tomas Littarru, Antonio Marteddu, Riccardo Mercuriu, Serafino Monni, Marco Muntoni, Antonio Michele Pinna, Paolo Sale, Marco Zanardi, Vito Maurizio Cossu, Andrea Daga, Alessia Deidda, Alice Deidda, Antonio Fadda, Mario Antonio Floris,  Desiderio Mulas,  Alessandro Rocca. Gli indagati salgono a 34 con Giorgio Carboni, all’epoca dei fatti direttore sanitario dell’Ats e ora direttore generale della Asl del Medio Campidano, mentre Massimo Temussi ex commissario Ats, ora a Roma grazie a un mega incarico al governo, era già indagato da settembre: l’accusa a loro carico è abuso d’ufficio e rivelazione di segreto d’ufficio.


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