Monserrato, sì al nuovo Eurospin in via dell’Argine: accanto al discount campi da padel e parcheggi

Un nuovo market in città, arriva il sigillo definitivo della maggioranza del sindaco Locci: “Opera strategica, il privato mette i soldi anche per fare strade e mettere telecamere. La mentalità è cambiata”

A Monserrato passa, in Consiglio comunale, il progetto per la realizzazione del nuovo discount. Non solo: l’area dove sorgerà, in via dell’Argine, ospiterà 3 campi di padel, un campo di calcetto, un punto ristoro, uno spogliatoio e i parcheggi. Il sindaco Tomaso Locci: “È un’opera strategica per il commercio perché diventerà una forza attrattiva per i cittadini e il commercio stesso grazie a tutto l’indotto attorno al supermercato. Non ci fermeremo qui perché noi abbiamo tante altre possibilità di poter investire e cambiare gli aspetti della nostra città. Mi chiedo ancora – spiega il primo cittadino – se ci sia veramente qualche svantaggio nell’avere un imprenditore che decide nei suoi terreni di investire per la comunità di Monserrato più di un milione di euro per fare strade, parcheggi, videosorveglianza. Un indotto economico che si creerà come quello occupazionale, per non parlare delle tasse che entreranno al comune di Monserrato grazie anche a queste opere. Dobbiamo offrire nuovi servizi: la mentalità è cambiata, se vogliamo far crescere, se vogliamo attrarre investitori e anche i figli dei nostri cittadini che possono, in questo modo, tornare sempre più felici ad abitare a Monserrato”.

 

 

 

 

Un discount e una riqualificazione generale di un’area che sinora è abbandonata. Un progetto che da anni cerca di approdare nel territorio monserratino e che oggi ha trovato il consenso della maggioranza del consiglio comunale. Rientra nel complesso del riordino urbano, inizialmente rigettata dagli uffici ma in seguito accolta dalle commissioni competenti con le adeguate modifiche, soprattutto riguardo le opere pubbliche: un milione e cento mila euro saranno i denari investiti dalla società privata che, prima della modifica, aveva fatto ricorso anche al Tar.

 

Durante il commissariamento della città, infatti, il commissario si occupò solo degli aspetti ordinari della pubblica amministrazione e l’impresa andò da sola proponendo il suo progetto tramite la pratica Suape. Questo prevedeva solo il centro commerciale senza gli interventi di riordino, sistemazione, abbellimento e delle opere pubbliche che erano invece previste nel riordino urbano. Una volta che la pratica è passata agli uffici si è approfondita la problematica.

 

“Nel frattempo però l’impresa ha proposto di prendere impegni più significativi rispetto alla proposta iniziale – ha spiegato in aula l’ingegnere Muscas – in quanto va a sistemare in maniera migliore l’area soprattutto sportiva che andrebbe a crearsi in corrispondenza dell’attuale campo San Mauro. Sono interventi di un’entità notevole”.

 

Un progetto che si auspica che venga apprezzato da tutti i cittadini “ma anche da tutte le attività commerciali perché sarà un buon motivo per far uscire i monserratini” ha commentato Roberta Argiolas. Un progetto a favore anche delle persone meno abbienti affinché “abbiano la possibilità di un’alternativa per comprare i prodotti. Avremmo varie alternative anche Monserrato”. Le attività produttive locali potranno essere coinvolte con la commercializzazione dei prodotti a km zero. “È un’opera strategica per il commercio perché diventerà una forza attrattiva per i cittadini e il commercio stesso grazie a tutto l’indotto attorno al supermercato” ha spiegato il sindaco Tomaso Locci.

 

 

 

 

 

 

 

“Facendo queste opere di valorizzazione – spiega Saverio De Roma – si va ad incentivare per far venire le persone a Monserrato, anziché come adesso, che sono solo incentivate ad uscire dal nostro paese. Attualmente in quell’area ci sono solo sterpaglie. Non ci dimentichiamo che durante il periodo del lockdown, i cittadini purtroppo fermi dal periodo critico, andavano ad infrangere quelle regole per oltrepassare i confini per fare la spesa. Durante quel periodo oscuro, parecchi cittadini mi fermavano chiedendomi perché da Monserrato, purtroppo per la situazione economica che ci colpiva, dovevano andare altrove ad acquistare i prodotti economici. Tutto ciò ovviamente, non va ad incidere le attività monserratine, perché si sta parlando di un Eurospin. Di certo non è tale a far deviare gli acquisti dove quotidianamente i cittadini hanno i loro punti di fiducia. Per le opere pubbliche, sappiamo bene che, al mondo d’oggi, il padel è un nuovo sport ben è richiesto. Avendo un opera nel nostro territorio, stiamo incentivando a far entrare persone nella nostra città”.

 

 

 

 

Si oppone quasi tutta la minoranza: “Premetto che la mia decisione di voto è stata sofferta. Da un lato – spiega Francesca Congiu – l’interesse del Comune che il centro commerciale apra all’interno del proprio territorio per riscuotere le tasse che, in caso contrario andrebbero ad un Comune limitrofo, dall’altro l’interesse alla salvaguardia delle piccole attività commerciali cittadine, vero cuore pulsante del centro della città. Ebbene, queste imptese, quasi tutte a conduzione familiare, danno lavoro e sostentamento a tanti monserratini, sono in grave difficoltà a causa della pandemia e progressivamente andranno a morire perché il centro commerciale toglierà loro clienti e competitività. L’aumento vertiginoso dei centri commerciali ha determinato l’inglobamento al proprio interno di negozi, specie in franchising, prima presenti in centro, ma che ne è stato e che ne sarà dei piccolo negozi e botteghe di cui Monserrato è circondata? Un moderno centro commerciale non è in grado di sostituire quel rapporto diretto, spesso amicale, che è sempre esistito tra gestore del negozio e cliente. Il rispetto delle esigenze del cliente, il servizio pre e post vendita, i consigli e i favori tipici del vecchio rapporto umano basato sulla fiducia, sono elementi che nessun centro commerciale potrà mai mutuare e rappresentano la vera forza del negozio sotto casa. Tra l’altro va sfatato il mito per cui i prezzi dei negozi del centro siano più alti rispetto ai centri commerciali. Al netto di promozioni, sconti speciali e fumo negli occhi, se si guarda bene a fondo, i prezzi non sono poi così diversi, ma l’assistenza, quella sì, non ha prezzo e spesso viene servita gratis dal negoziante sotto casa, insieme agli sconti, che i clienti – in una strana logica di forti con i deboli e deboli con i forti – pretendono dal negozietto del centro ma si spaventano a chiedere nel centro commerciale, anche quando si tratta di un paio di centesimi”.