Monserrato, l’assessore Sarigu (Pd) si dimette: ecco la lettera

Le motivazioni di Antonio Sarigu

Antonio Sarigu, già Consigliere comunale di Monserrato nella lista PD Sardegna nel maggio 2011, nominato Assessore con decreto del 30.04.2013, ha presentato lettera di dimissioni al consiglio comunale di Monserrato. Ecco il testo con le motivazioni di questa scelta:

Era il maggio del 2013 e a seguito di una lunghissima verifica politica ho accettato, così come richiesto da tutti i Partiti, Consiglieri di maggioranza e Sindaco, ma soprattutto dal mio Partito, di dimettermi da Consigliere comunale e farmi carico della delega all’Urbanistica e all’Ambiente.

Mi sono dimesso da Consigliere, pur essendo stato ampiamente il più votato (alla prima elezione) e avendo dato un contributo importante alla lista di cui facevo parte.
E’ necessario ricordare che nel 2011 mi sono candidato alle Primarie per la scelta del candidato Sindaco, perché intendevo cambiare Monserrato, ma anche la coalizione, i metodi e i modi di far politica. Ho perso e ho deciso poi di accettare la candidatura come consigliere anche per dare una mano al Partito e alla coalizione di centrosinistra, pur non riconoscendomi pienamente in un progetto diverso da quello che avevo presentato alle Primarie. Non potevo sottrarmi nel dare il contributo ad un Partito che ho contribuito a fondare a Monserrato e di cui sono stato il primo Segretario cittadino.

Un Partito che è oggi molto diverso da quello che avevo sognato e auspicato tanti anni fa.

Per tornare alla verifica politica del maggio 2013, va sottolineato che essa presupponeva una serie di obiettivi da perseguire, ambiziosi e complessi, che a circa un anno dalle prossime elezioni sono stati tutti raggiunti,eccezion fatta per l’adeguamento del PUC al PPR attualmente in itinere.

In poco più di due anni abbiamo raggiunto i seguenti obiettivi: approvazione definitiva del Piano Particolareggiato del Centro Storico (primo piano approvato definitivamente dall’Autononia del 1991), approvazione del Piano d’Azione Energia Sostenibile, approvazione del Piano d’Assetto Idrogeologico, adozione del nuovo PUC, è stata avviata la pianificazione nelle zone di risanamento urbanistico PRU (dopo 30 anni di attesa), è stato dato l’incarico per il progetto preliminare per la mitigazione de Su Tremini, definita l’annosa situazione dell’Ecocentro, aumentata la percentuale di differenziata di circa 4 punti in due anni, istituito lo Sportello Unico Edilizia interamente informatizzato (tra i primi in Sardegna), consegnati in Regione i Progetti Integrati di Sviluppo Urbano, per circa 20 milioni di euro di richieste di finanziamento (che comprendono la sistemazione della zona ex aeroporto, la sistemazione del mercato civico e la residenzialità diffusa in centro storico), effettuato risparmi per circa 250.000 euro nella gestione dei rifiuti, definita la procedura per la realizzazione del parco dell’ex cimitero insieme al settore lavori pubblici, effettuato una lotta quasi quotidiana contro le piccole discariche abusive, gli interventi di arredo urbano realizzati con pochissime risorse, come la rotonda nella piazza dedicata a Fortunato Manca, l’organizzazione di iniziative volte all’educazione ambientale (solar days, puliamo il mondo, giornate ecologiche), sperimentazione di sistemi innovativi per la raccolta differenziata (progetto “io non lo rifiuto, lo riciclo”, raccolta olii esausti, raccolta indumenti usati), regolamento per l’affidamento senza fini di lucro degli spazi verdi, tutto questo con un impegno quotidiano per i settori di cui avevo delega.

Benché si siano risolte tutte queste problematiche e ottenuti questi risultati, una parte della maggioranza, ma soprattutto il Partito Democratico in Consiglio ha continuamente lavorato contro l’attività amministrativa dell’esecutivo. Il PD è stato organicamente e strumentalmente forza di opposizione in Consiglio: è mancato per circa un anno dalle Commissioni urbanistiche, non ha votato il Piano Particolareggiato del Centro Storico, tanto per citare alcuni dei casi più emblematici.

Il mio operato è stato continuamente attaccato dal capogruppo PD sia nel Consiglio, che sui social che sulla stampa, addirittura con attacchi gratuiti, sconsiderati e senza alcun riscontro su qualsiasi responsabilità del sottoscritto, come quello sullo smaltimento dei rifiuti speciali nel Policlinico, che invece ha visto l’Assessorato in prima linea sul controllo dei rifiuti al Policlinico. Il gruppo consiliare del PD non ha tra l’altro mai condiviso la sua azione in Consiglio con me, né con il Partito, convocandomi solo una volta in 2 anni per condividere le azioni da intraprendere; ha accentuato la divisione con gli altri due Consiglieri fuoriusciti dal gruppo, che invece in questi anni hanno lavorato sempre con scrupolo e grande senso di responsabilità.

Il gruppo del partito di maggioranza relativa, non è stato capace di trainare la maggioranza, di aiutare la coalizione. Al contrario, ha lavorato esclusivamente per dividere e per rivendicare una poltrona in Giunta per una corrente del Partito, e in questo momento sembra pienamente ed esclusivamente impegnato per la campagna elettorale di un Consigliere comunale alle eventuali Primarie a Sindaco del PD. Quelli che dovevano essere i “rottamatori”, il nuovo, si sono dimostrati la peggiore versione del vecchio modo di far politica.

Allo stesso modo è mancata una guida autorevole della maggioranza, che potesse organizzare i lavori, essere il collante tra una maggioranza ampia ma sempre abbastanza divisa e che organizzasse i lavori dell’Amministrazione in modo chiaro e proficuo, che fosse un elemento di unione e non di divisione.
Non mi interessano le poltrone, né le lotte per accaparrarsele. Da oggi la poltrona dell’Assessorato all’Urbanistica e Ambiente è libera e le dimissioni da Assessore sono irrevocabili.

Il mio obiettivo era quello di cambiare la città e di risolvere i problemi dei cittadini, gli unici per i quali ho continuato a combattere nonostante la delegittimazione quotidiana. Ma questo non è più possibile con una parte di coalizione e del tuo gruppo di riferimento, che non ti appoggia nell’azione politica quotidiana, che lavora esclusivamente per fini elettoralistici personali, che lavora per delegittimarti personalmente e politicamente.