Monserrato, con la forza dei cittadini la crescita dopo l’autonomia

Monserrato festeggia 25 anni di Autonomia. L’accorato intervento di Rita Mameli: “Insegniamo ai nostri concittadini i valori dell’Autonomia che ci hanno portato allo sviluppo attuale e potremmo essere fieri di rappresentare Pauli anche in Europa”

di Rita Mameli, Monserrato

La rivoluzione sociale non è possibile senza la conquista dell’indipendenza. E’ con questa indipendenza con questa Autonomia politica ed economica, che noi possiamo inserirci nel’Europa Confederale e disporre ben diversamente da oggi”. 
Così Simon Mossa nel 1967 in un discorso riferito alla Sardegna rispetto allo Stato Italiano, auspicando uno Stato indipendente Sardo. 
Trasponendo, a ciò di cui parliamo oggi, sono certa che nel 1991, il 21 aprile giorno del Referendum, è stato lo stesso spirito ad animare più di 10mila Monserratini, molti di più di quelli che sono venuti alle urne alle ultime elezioni.
Animati da un obiettivo comune e certamente mossi da quello spirito di servizio per la nostra comunità, difficile da riproporre. Difficile ma non impossibile. Ma la prospettiva della possibilità, di ricreare lo stesso collante tra cittadini e istituzioni, la dobbiamo creare noi oggi, noi cittadini attivi, noi, quelli che hanno il privilegio di rappresentare le istituzioni e quelli che fuori da questo Consiglio ci assegnano quotidianamente la responsabilità di amministrare. 
Questi 25 anni della nostra casa comune, del nostro Consiglio Comunale sono solo un numero. Rispetto alla nostra storia, 25 anni sono un battito di ciglia, sono solo l’inizio di un percorso.
Si è partiti dall’avere i nostri rappresentanti al Governo della Città di Cagliari, abbiamo citato Augusta Argiolas, esempio di forza e di determinazione, passando per i comitati per l’Autonomia, arrivando all’elezione diretta dei nostri consigli comunali dal 92 ad oggi. 
Ci sono molte differenze rispetto ad oggi. Io me li ricordo bene quegli anni, perché pur essendomi insediata la prima volta solo il 6 giugno 2011, era ieri l’anniversario della scorsa consiliatura, ho avuto la fortuna di partecipare ai dibattiti politici grazie alla mia famiglia. Amo dire che sono cresciuta a pane e costituzione. Ringrazio per questo il primo presidente della circoscrizione, mio zio Antonino Mameli, mio padre militante della DC, mio zio sindaco di Selargius e presidente della provincia. 
 La prima differenza che mi viene in mente è il modo in cui andavamo a votare. Si potevano dare quattro preferenze con il sistema proporzionale. Significa che i cittadini sceglievano su una vasta rosa di possibili amministratori e tra quella vasta rosa furono scelti i 30 che hanno iniziato l’esperienza autonomista che stiamo vivendo e che dobbiamo doverosamente ringraziare.
Un’altra differenza è la scelta del Sindaco che non veniva eletto direttamente dalla cittadinanza ma essendo il sistema proporzionale il primo cittadino veniva scelto all’interno del Consiglio.
Questa è la differenza sostanziale tra allora e oggi e forse anche il motivo per cui si è ridotta la partecipazione emotiva dei cittadino alla vita pubblica derivante dall’accentramento dei poteri sul sindaco e la giunta riducendo l’Autonomia del Consiglio.
Ed è questa la parola d’ordine che dovrebbe muovere tutti i nostri atti amministrativi. Autonomia di pensiero, Autonomia d’azione e liberta di espressione. La città di Monserrato allora si rese autonoma da Cagliari dal punto di vista amministrativo ma sono ad oggi rimasti troppi vincoli forse di carattere psicologico e sono quelli che dobbiamo sforzarci di recuperare. 
E sono certa che lo recupereremo nell’età adulta del nostro Comune, perché 25 anni di età sono pochi, pochissimi.
E’ vero che abbiamo perso la Piana di San Lorenzo ma non è sano in tempi di Europa continuare a pensare che il nostro problema sia una lottizzazione. 
Guardiamo al futuro con l’Autonomia di chi riconosce di aver degli strumenti di Sviluppo che ci possono da soli rendere autonomi dalla sudditanza da Cagliari e dagli altri centri dell’Area Vasta.
L’Università sia il motore e il Policlinico Universitario sia lo strumento di dinamicità della Città.
E abbiamo la forza dei cittadini, la vera energia trainante.
La piana di San Lorenzo e il Puc non approvato non siano più la scusa per rimanere attaccati ai ricordi.
La rinuncia che hanno dovuto fare i nostri predecessori sia invece lo spunto per evitare gli errori del passato. Se la politica è mediazione non sia sudditanza. Non sia sudditanza personale e non sia sudditanza di partito.
La giornata di oggi ci ha sicuramente reso più forti e capaci, perché attraverso la testimonianza e la rappresentanza di chi ci ha preceduto possiamo acquisire strumenti di crescita. 
Insegnando gli uomini imparano, diceva Seneca. Insegniamo ai nostri concittadini i valori dell’Autonomia che ci hanno portato allo sviluppo attuale e potremmo essere fieri di rappresentare Pauli anche in Europa, che è molto più vicina di quanto potrebbe sembrare.


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