“Monserrato città morta, senza movida i pochi giovani vanno a divertirsi a Cagliari” 

Nicolas Trudu, dal 2011, gestisce una pescheria in via del Redentore: “In inverno regna la morte e in estate ci si accontenta di mangiare un gelato in piazza, ormai ci sono solo anziani. Molti miei colleghi hanno fallito, o il prossimo sindaco ‘sveglia’ la città o andrà sempre peggio”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA 

“Movida”, parola magica e che crea dibattito e polemiche a Cagliari e che suona come una “preghiera rapida” a pochi chilometri di distanza. A Monserrato non c’è un rione dove tirare sino a tardi, tra un ristorante e un pub: abbastanza normale, forse, per una città dove la percentuale di giovani residenti è decisamente bassa e “trionfano” gli over sessanta: “Ma così non si va da nessuna parte. In estate c’è piazza Hollywood, la gente va lì a prendere fresco e mangiare un gelato, ma in inverno tutto il paese è morto”, dice Nicolas Trudu. Trentasette anni, da otto gestisce una pescheria in via del Redentore, una delle più importanti strade monserratine. A poche centinaia di metri dalla sua attività c’è il mercato civco, chiuso, “ed è un peccato, tanti operatori sono rimasti senza lavoro e c’è sempre meno gente che viene qui a fare la spesa” e, ancora prima, alcune serrande abbassate e polverose: “Molti miei colleghi hanno chiuso, altri hanno fallito. Io resisto, grazie a Dio, perché la mia è un’attività a conduzione familiare. Il prossimo sindaco deve dare una ‘svegliata’ a tutta Monserrato, rivitalizzando soprattutto questa zona dove, in tanti, continuiamo a ‘resistere’”. 
“Molti miei coetanei sono fuggiti, mi dispiace ma purtroppo non si può fare altrimenti quando non ci sono occasioni per lavorare. Io mi reputo molto fortunato, ma la politica deve aiutare noi commercianti a non scappare dal centro storico monserratino. Inoltre”, puntualizza il commerciante, “serve anche più flessibilità nei confronti degli automobilisti. I parcheggi, nella mia zona, sono tutti gratuiti ma le multe sono sempre in agguato, basta anche parcheggiare la macchina un po’ male che, nel giro di pochi minuti, si corre il rischio di beccarsi una contravvenzione”.