“Mio figlio picchiato brutalmente a Sant’Elia, ho visto il video solo ieri: voglio giustizia”

Pugni e calci a un uomo, poi la stessa sorte per un ragazzo, il filmato fa il giro dei social e finisce tra le mani delle Forze dell’ordine. La madre: “Potevano ammazzarlo, non vive con me e ho visto che anche suo padre è stato picchiato: loro sono ancora malconci, io voglio denunciare tutto”

Un video (meglio, due, realizzati da punti diversi) che circolano da giorni sui social e tra le chat, già finiti sotto gli occhi delle Forze dell’ordine e che hanno creato una forte ondata di indignazione. Si vede un uomo per terra, nel rione cagliaritano di Sant’Elia, circondato da un gruppo di persone, prevalentemente altri giovani. Pugni e calci, anche alla testa, poi spuntano fuori alcuni bastoni e la “follia” prosegue dentro un garage, dove viene picchiato un altro ragazzo. Immagini orribili, di cieca violenza. I protagonisti, tutti, presto potrebbero avere un nome e un cognome. Uno dei filmati, girato con uno smartphone da chissà chi, è abbastanza nitido. Tra chi ha condiviso i video c’è anche una donna di 43 anni, V.S. Su Facebook ha scritto una serie di frasi di condanna del gesto, diverse, per “intensità”, da quelle di tantissimi altri utenti: “Sono la madre del ragazzo di 20 anni, picchiato, che si vede nel video”, dice la donna a Casteddu Online, “sono choccata, non mangio e non riesco nemmeno a dormire. Ho scoperto dell’esistenza del video due giorni fa”. V.S. sembra molto sicura nel raccontare alcuni particolari cronologici: “Il pestaggio è avvenuto il dieci aprile, il giorno dopo uno dei miei figli, che non vive con me, mi ha mandato una foto dell’altro mio figlio, pestato, e mi ha detto che era stato picchiato anche il padre. A quel punto ho fatto una telefonata alla madre di uno dei ragazzi che avrebbe partecipato alla rissa, mi ha detto che c’era stata solo qualche spinta e mi ero tranquillizzata. Sono anch’io chiusa in casa a causa dell’emergenza Coronavirus, ecco perchè non mi sono accorta di nulla”.

Poi, però, due giorni fa ha visto il video: “A quel punto ho chiamato mio figlio, chiedendogli cosa fosse successo. Mi ha detto che qualcuno gli ha bruciato l’auto e che, insieme a suo padre, sono andati a chiedere spiegazioni ai presunti autori”. Impossibile, allo stato attuale, sapere se questa sia la reale motivazione. “Mio figlio è un ragazzo buono, sino a qualche tempo fa lavorava. È ancora un po’ acciaccato, ha preso colpi su tutto il corpo, anche il papà non sta bene. Sarebbe potuta andargli molto peggio. Andrò a denunciare tutto, lo devo fare perchè sono sua madre. Non mi interessa cosa potrà pensare la gente, voglio giustizia”.


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