Mille euro di multa per il pesce arrosto: “Cagliari, la città morente”

Multa record al pescivendolo che arrostiva fuori dal mercato di San Benedetto. Il sindaco Zedda sul posto insieme agli assessori Coni e Marras. L’opposizione: “Il Comune avrebbe dovuto ringraziare i venditori del pesce che hanno reso più viva una Cagliari che con Zedda è una città morente. Amministratori divertenti e radical chic”

Quasi mille euro di multa per avere arrostito il pesce in strada. Arrostimento illegale. Cagliari città dei divieti: in tutta Europa, e anche a Palermo per fare un esempio, il pesce cotto e mangiato in strada è un business che fa impazzire i turisti. Crea economia, posti di lavoro. A Cagliari, invece, si presentano il sindaco Massimo Zedda, l’assessore Mauro Coni e l’assessore Luisanna Marras per fare un sopralluogo, vedendo da vicino l’umiliazione dei venditori cagliaritani del pesce  sotto gli occhi di tutti. Quasi una riunione di giunta. Non vanno a controllare il traffico, nè a monitorare i cantieri: vanno ad assistere alla multa in diretta. Venditori sfrattati dai loro box perchè in un anno e mezzo ci sono stati due crolli, al punto da mettere in pericolo la sicurezza di tutti. Nel mercato che è uno dei simboli storici, quasi “nobili” della città, indicato dalle guide turistiche, è andato in scena un teatrino politico che forse si poteva evitare. 

Un’altra cartolina amara della Cagliari turistica: il sindaco-sceriffo e due assessori per una multa pienamente legittima, ma che sta provocando in città un grande malcontento. Arrostivano il pesce come si farà anche domani alla sagra di Sant’Elia, ma le regole sono chiare: la multa è giusta. Però fioccano le polemiche. Pierluigi Mannino, consigliere di Patto per Cagliari, attacca: “Ennesimo esempio della cecità della politica e della burocrazia, invece che mandare la Polizia Municipale a multare avreste fatto meglio a disciplinare e prevedere la possibilità di consentire agli operatori di arrostire per strada. Poi, ovviamente, correrete tutti alla sagra del pesce per dimostrare che voi amate mescolarvi con il popolo e apprezzate le sagre. Siete veramente divertenti, radical chic sino all’eccesso. Avreste dovuto ringraziarli questi operatori del mercato che, nonostante la burocrazifilia e la vostra cecità politica, hanno reso più viva una città morente. Avete perso un’occasione, grazie!”. 

Anche Fratelli d’Italia intanto prende posizione. “Aldila’ dei proclami, a Cagliari continuano ad imperversare parcheggiatori e venditori abusivi di merce tarocca. Se è’ giusto far rispettare la legge, anche davanti a situazioni eccezionali come quella del mercato di San Benedetto, vogliamo finalmente veder rispettare la legge nei confronti di chi fa il parcheggiatore abusivo ( anche davanti ai mercati civici) e vende merce tarocca” è’ il commento di Salvatore Deidda, portavoce regionale di Fratelli d’Italia.  

 
“Se si deroga su alcuni casi, allora chiunque può alzare la mano e chiedere una deroga in base a situazioni di eccezionalità, come questa del Mercato di San Benedetto sembra essere. A Cagliari c’è una sorta di politica di Don Abbondio: forte con i deboli e deboli con i forti”. Dichiara Alessio Mereu, consigliere di Fdi- An al Comune di Cagliari- Sarebbe servito, forse un po’ di giudizio, capendo che il mestiere di quell’operatore e’ cucinare e vendere il prodotto cucinato. Se il mercato è’ chiuso, che lavoro può fare? 


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