Migranti accampati a Sant’Eulalia, Sorgia: “La piazza è una latrina”

Secondo il consigliere “è incalcolabile il danno all’immagine per la città di Cagliari di una delle zone più frequentate dai turisti, a causa di una degradante situazione igienica a causa dell’uso della piazza come vespasiano”. Il caso sarà discusso stasera in consiglio comunale

Da un paio di settimana piazza Sant’Eulalia, è diventata un bivacco alcuni extracomunitari che pernottano accanto alla chiesa. Una situazione che secondo Alessandro Sorgia, consigliere comunale del gruppo misto, ha trasformato la piazza della Marina in una “latrina”, creando un allarme igienico-sanitario.

Si tratta di migranti trasferiti in Sardegna che si stufano di vivere nei centri di accoglienza nel centro dell’Isola e arrivano a Cagliari speranzosi di raccogliere in qualche modo il denaro necessario per raggiungere Civitavecchia via nave e da lì magari la Germania o il Nord Europa per trovare un lavoro e un livello accettabile di qualità della vita. E secondo Sorgia, autore di un’interrogazione urgente in consiglio comunale, la situazione sarebbe complicata dal rifiuto dei migranti all’offerta del parroco della Marina che avrebbe “tentato in vari modi a proporre ospitalità in strutture più idonee”.

Secondo il consigliere “è incalcolabile il danno all’immagine per la città di Cagliari di una delle zone più frequentate dai turisti, a causa di una degradante situazione igienica a causa dell’uso della piazza come latrina”. Un degrado “accompagnato da un acre e forte odore di sporcizia che si avverte in modo evidente addentrandosi nella piazza”.

Un disagio segnalato da residenti del rione e operatori ecologici, frutto di un “contesto igienico-sanitario…pericoloso per la salute pubblica e la pubblica incolumità, in una piazza al centro della città, a pochi passi dal porto, dalla stazione Fs e a quella degli autobus dell’Arst, a pochi passi al municipio”.

Il consigliere chiede al sindaco di intervenire “per risolvere la gravissima situazione di piazza Sant’Eulalia,  evitando così l’insorgere di un pericolo per la salute e l’igiene pubblica e salvaguardando inoltre l’immagine di Cagliari città turistica”.


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