Microcitemico, lavori infiniti e disagi per i pazienti: la denuncia

Le principali criticità evidenziate 

Lavori di ristrutturazione che dovevano concludersi nella primavera del 2009 ma fermi da un anno, reparti dedicati ai pazienti talassemici ormai vecchi e non a norma. Ma anche personale medico insufficiente e screening a pagamento. Sono alcune delle principali criticità evidenziate oggi dal comitato “Difendiamo l’ospedale Microcitemico”, nel corso di una conferenza stampa nella struttura ospedaliera di via Jenner. “Ci troviamo in una situazione di grave incertezza – ha spiegato Anna Crisponi, del comitato in difesa dell’ospedale – I servizi del Microcitemico, e di conseguenza i pazienti storici, sono stati penalizzati dall’arrivo dei nuovi reparti trasferiti dal Maciotta. Ora vogliamo delle risposte serie dai vertici della Asl 8, perché il Microcitemico può diventare il centro della ricerca in Sardegna”. E poi l’appello di intitolare il presidio ospedaliero ad Antonio Cao, il pediatra scomparso nel 2012, padre fondatore del Microcitemico che con i suoi studi aveva contribuito in maniera determinante alla lotta contro la talassemia. 

Il reparto di Talassemia. Attualmente distribuito su tre piani, offre circa 32 ricoveri in day hospital al giorno per cinque giorni alla settimana, quasi esclusivamente dedicati alla terapia trasfusionale. A cui si aggiunge l’ambulatorio di Ematologia pediatrica, dove vengono accolti i nuovi nati con talassemia. “I locali sono vecchi e non a norma – è la denuncia del comitato – con attrezzature obsolete. Gli spazi sono insufficienti, così come il personale medico e infermieristico. Oltretutto lo screening da oltre due anni è a pagamento, con la conseguenza che sempre meno coppie ricorrono a questo servizio: chiediamo che venga rifinanziato”.

Il reparto di Oncoematologia pediatrica. È il centro di riferimento regionale per tutte le patologie oncologi che infantili e i disordini ereditari della coagulazione. Anche qui la principale criticità, a detta del comitato, riguarda il personale medico e infermieristico insufficiente: “gli operatori – hanno sottolineato – sono costretti a doppi turni, aumentando così il rischio di errori dovuti a stanchezza o stress. Inoltre, è opportuno che venga riconosciuto e mantenuto dentro il reparto il ruolo degli operatori pediatrici che sono stati formati e lavorano al suo interno”. Mancanza di servizi essenziali: “manca la Tac, (promessa da molto tempo) e non è stato ancora realizzato il trasferimento del reparto di Chirurgia Pediatrica con un servizio di anestesiologia e rianimazione”. Locali non ultimati: “si verificano continui disagi per i lavori iniziati e mai conclusi, sono stati sottratti locali indispensabili per la degenza dei bambini”. Mancanza di rispetto delle condizioni cliniche e del dolore: “denunciamo il rischio che corrono i bambini costretti dentro l’ospedale a muoversi fra lavori in corso, cantieri aperti, ascensori promiscui, laddove i piccoli pazienti hanno bisogno di frequentare ambienti protetti. Non esistono percorsi preferenziali per i bambini che lasciano il reparto in barella per il trasporto in altri ospedali, ne’ percorsi riservati per quelle famiglie i cui bambini vengono a mancare all’interno del reparto: le salme, per raggiungere l’obitorio, passano dall’atrio principale e davanti al punto ristoro”.


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