Michela Mura (Pd): “Lavoro, traffico, sviluppo: così cambieremo Sestu”

Intervista alla candidata a sindaco alle primarie del Pd: “Basta interessi particolari, nella nuova Sestu bisognerà pensare ai posti di lavoro e a uno sviluppo vero. Servono migliori trasporti pubblici, più sicurezza e maggiore ordine pubblico”

Trasporti migliori, sicurezza contro il rischio idro geologico, nuovi posti di lavoro non soltanto con i centri commerciali. Sono alcuni dei temi con i quali Michela Mura del Pd si presenta alle primarie di domenica prossima: nella sfida con l’assessore uscente Anna crisponi verrà fuori il candidato sindaco del centrosinistra. In questa intervista, Michela Mura spiega come vuole trasformare il paese in una “città, con un’anima”. Un piano ambizioso, per un cambiamento vero.

Come è nato il progetto di candidarti alle primarie? Cosa vorresti cambiare in meglio a Sestu?

L’idea di candidarmi è l’approdo di un percorso iniziato nel 2009, con la presa di coscienza che occorre che ognuno si assuma la propria responsabilità davanti ad una politica che ci rappresenta sempre meno. Uno dei commenti che sento maggiormente è “sono tutti uguali”, ma chi fa veramente qualcosa contro questo sistema che non piace? La gente, disgustata, si allontana sempre più dalla politica, e lascia così a gestirla proprio coloro che suscitano questo senso di “disgusto”. Può sembrare un paradosso ma più si è scontenti e più ci si dovrebbe interessare e impegnare perché quando le nostre idee e necessità non sono rappresentate chi più di noi stessi può farlo? Il mio impegno nasce dall’esigenza di guardarmi allo specchio e vedere una persona che fa la sua parte e dalla volontà ferma e decisa di dimostrare che un’altra politica è possibile. Il mio impegno e la mia candidatura nascono per proporre un’alternativa valida e credibile a Sestu in netta discontinuità con la linea e i metodi dell’amministrazione uscente, di cui l’altra candidata rappresenta la continuazione. Vorrei cambiare lo spirito della gente. E’ fondamentale partecipare con entusiasmo ai processi di cambiamento che intendiamo portare avanti e che coinvolgeranno la nostra comunità. Il senso di sfiducia e di apatia che regna tra i nostri concittadini, che crea il voto di protesta e gli atteggiamenti classificati come antipolitica, nasce certamente come conseguenza della difficoltà a rapportarsi con i propri rappresentanti politici. Le difficoltà, che incontrano i cittadini a trasmettere le proprie istanze a una classe politica sempre più autoreferenziale e chiusa in se stessa, generano nei cittadini un senso di frustrazione e li spingono a rinunciare ad agire ed a comunicare le proprie necessità. Occorre umiltà da parte di chi si propone per amministrare o governare, volontà di porsi in ascolto dei cittadini e determinazione a perseguire esclusivamente il bene collettivo.

 

Si parte dall’esperienza della giunta uscente. In cosa ha fallito e in cosa invece sarà ricordata positivamente?

La giunta uscente è stata incapace di recepire le istanze dell’intera maggioranza, e soprattutto di quella parte che spingeva per un percorso di amministrazione trasparente e lungimirante. Ha preferito arroccarsi nella difesa di specifici interessi particolari, attirando in maggioranza forze estranee alla coalizione originaria, piuttosto che perseguire gli obiettivi di una amministrazione orientata agli interessi generali della collettività e alla programmazione del territorio. La programmazione del territorio è stata totalmente assente in questi cinque anni. Sono stati conferiti gli incarichi per la redazione del Piano del Centro storico e dello Studio di assetto idrogeologico nelle aree di espansione previste in allagamento dal PUC in zona “Su pardu”, ma questi piani in Consiglio comunale non sono mai arrivati. E ora, seppure arrivassero, mancano i tempi tecnici per completare il loro iter in regione. E’ stato promesso un piano del traffico o della mobilità, ma non è stato neppure conferito l’incarico per la sua redazione. Era stato promesso di realizzare un programma di efficientamento energetico degli edifici pubblici, utilizzando il fotovoltaico, ma è rimasta solo una promessa. Sono stati traditi gli obiettivi di alcuni grandi progetti che erano stati avviati. Pensiamo al centro agroalimentare, che avrebbe dovuto essere un centro di rilevanza internazionale per la commercializzazione dei prodotti dell’ortofrutta, della carne, del pesce e del florovivaismo e che oggi è ridotto ad un mero mercato ortofrutticolo con infrastrutture obsolescenti e in stato di abbandono. Pensiamo poi alla casa per anziani nel quartiere Dedalo, che ad oltre dieci anni dalla sua realizzazione ancora l’amministrazione non è riuscita ad aprire. E’ soprattutto mancata la capacità di valorizzare la centralità di Sestu nello sviluppo dell’area vasta di Cagliari. E’ un dato fondamentale questo: attualmente sono più le persone che da Cagliari e dai comuni vicini si spostano in direzione Sestu per questioni di lavoro che non il contrario. Certo qualcosa è stato fatto. Sono state sistemate alcune strade all’interno dell’abitato e in alcune altre è stata fatta la manutenzione con la sistemazione dell’asfalto e il posizionamento di dissuasori di velocità. Nelle ultime settimane sono stati posizionati archetti metallici in alcune strade, a protezione dei pedoni. Insomma, hanno appena iniziato a occuparsi dei problemi della mobilità…meglio tardi che mai.

 

Sestu è ancora al centro di grandi appetiti commerciali: da dove passerà lo sviluppo nei prossimi 5 anni?

Lo sviluppo non può che passare dalle attività produttive e dalla creazione di posti di lavoro. E quindi dall’agricoltura in primo luogo. Sestu dispone di terreni fertili ed irrigati che le consentono una produzione orticola con caratteristiche uniche in tutta la Sardegna. Occorre perseguire l’obiettivo della creazione di siti di conferimento, stoccaggio ed eventualmente di trasformazione dei prodotti orticoli, che favoriscano l’espandersi della produzione. Al Centro agroalimentare, che può favorire questo sviluppo, non si deve rinunciare.Un altro motore di sviluppo potranno essere le attività del cosiddetto terziario, che certamente continueranno ad insediarsi nelle aree attestate lungo la ex Statale 131. Occorre considerare che queste aree, che sono il crocevia delle più importanti arterie stradali della regione, e rappresentano il più importante agglomerato di aree produttive della Sardegna meridionale, attualmente sono state saturate solo per il 50% circa.Condizione di qualunque sviluppo sono i servizi e la cultura in tutte le sue accezioni. Un’amministrazione non può promettere posti di lavoro ma può creare le condizioni affinché le aziende sul territorio siano più competitive, i lavoratori possano spostarsi con più facilità con i mezzi pubblici; può migliorare i servizi rivolti ai bambini, ai ragazzi e agli anziani e favorire la “formazione” di un tessuto sociale di integrazione, solidarietà, collaborazione.

  

Se diventerai sindaco, quali saranno i primi settori nei quali intervenire?

Fondamentale è risolvere in primo luogo il problema dei trasporti pubblici. Sestu manca, a differenza di altri comuni del circondario di Cagliari, di un sistema di collegamenti che lo integrino pienamente nel sistema dell’area vasta. Pensare oggi di recarsi a Cagliari per lavoro con i mezzi pubblici anziché con il mezzo proprio, e scoprire che però, sia per l’andata che per il ritorno, occorre mettere in conto dai cinquanta minuti a oltre un’ora di viaggio, è veramente deprimente. Un comune come Sestu, ad appena nove chilometri di distanza dal capoluogo, di fondamentale importanza per l’economia dell’area vasta di Cagliari, non può continuare ad essere isolato in questo modo. Trasporti pubblici frequenti ed efficienti significano meno auto in circolazione, risparmio economico per tutti e maggiore possibilità di muoversi. Non solo: collegamenti migliori renderebbero Sestu più attrattiva per studenti e lavoratori, che affitterebbero casa, farebbero la spesa, consumerebbero in città, contrastando il fenomeno della “fuga” verso i centri commerciali.  

Importantissima è la messa in sicurezza del territorio rispetto al rischio idrogeologico. L’abitato di Sestu, a causa di una serie di corsi d’acqua che lo attraversano o lo costeggiano, ricade in una zona molto fragile da questo punto di vista. Oltre alla redazione del Piano relativo alla zona Su pardu, di cui ho parlato prima vi sono una serie di problemi particolari in altre zone dell’abitato, come ad esempi Via San Gemiliano, Via San Sperate e Via Michelangelo che richiedono un intervento immediato. In qualche caso esistono già dei progetti, predisposti dall’amministrazione uscente, che con alcuni correttivi possono consentire di intervenire immediatamente.  

Occorre un’inversione radicale rispetto alla scarsa attenzione politica rivolta alla Pubblica Istruzione negli anni precedenti. Uno degli obiettivi principe sarà perciò dare il giusto spazio alla infrastrutture scolastiche, in quanto la crescita culturale e sociale dei nostri bambini e ragazzi in un ambiente sano ed armonico rappresenta la fondamentale condizione della crescita culturale e sociale dell’intera nostra cittadina nell’oggi e come investimento per il domani.  

Una delle richieste più pressanti, che viene dai cittadini e dalle aziende insediate nel nostro territorio, deriva dall’esigenza di garantire maggiormente la sicurezza e l’ordine pubblico. In città il fenomeno del vandalismo, che si registra purtroppo anche ad altri comuni dell’hinterland, sta assumendo proporzioni inquietanti: nove auto date alle fiamme in una sola notte, come fonti di stampa hanno recentemente riportato, non possono che produrre timore e ansia nei cittadini che, loro malgrado, hanno necessità di parcheggiare la macchina in strada. I furti spesso clamorosi che, in tempi recenti, sono stati messi a segno ai danni delle aziende insediate nel nostro territorio non possono che causare problemi al tessuto produttivo. Per garantire la sicurezza è’ urgente in primo luogo riportare la caserma dei carabinieri a Sestu. Si potrà ulteriormente pensare anche ad un sistema di impianti di telecamere, da posizionare in punti nevralgici della città e del territorio, che aiutino nel controllo del territorio e nella repressione dei reati.  

Un ulteriore settore nel quale occorre intervenire immediatamente è quello dell’urbanistica. Il PUC approvato nel 2010 è rimasto inattuato. Come detto il Piano del centro storico e il Piano di assetto idrogeologico in zona Su pardu, fondamentale per sbloccare l’edificazione nelle aree di espansione indicate a rischio di allagamento sono rimasti al palo. E anche l’edilizia, sino a pochi anni fa motore fondamentale di sviluppo per Sestu, langue. Ultimo, ma non per importanza, è il settore della mobilità: occorre immediatamente dar incarico per la redazione di un piano della mobilità. La mobilità e la sosta dei veicoli in alcune strade dell’abitato di Sestu necessitano di una immediata regolamentazione, per favorire quelle pedonali e ciclabili (ad esempio con l’introduzione di zone “30”). Gli interventi di queste ultime settimane dell’amministrazione uscente vanno nella direzione di tutelare la mobilità pedonale, ma avranno l’effetto di una goccia nel mare … Occorre un piano della mobilità complessivo, che ci guidi verso un cambio culturale nella gestione degli spazi pubblici

 

 

 


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