Mensa di Lodi e bimbi stranieri esclusi, sindaco Pusceddu a Uno Mattina: “Usate il modello Samassi”

Pusceddu, ospite questa mattina alla trasmissione di Rai 1, ha ribadito agli amministratori della città lombarda il modello di mensa scolastica “a km zero” che ha permesso al piccolo comune del Sud Sardegna di aggiudicarsi nel 2016 una menzione speciale e nel 2017 il premio “Mensa Verde”

La lettera che Enrico Pusceddu, sindaco di Samassi, ha scritto al primo cittadino di Lodi riguardo al caso dei documenti aggiuntivi richiesti solo ai cittadini stranieri, necessari per poter accedere alla mensa scolastica per i figli a costi ridotti, ha avuto un richiamo mediatico nazionale. Pusceddu, ospite questa mattina alla trasmissione della Rai “Uno Mattina”, ha ribadito agli amministratori della città lombarda il modello di mensa scolastica “a km zero” che ha permesso al piccolo comune del Sud Sardegna di aggiudicarsi nel 2016 una menzione speciale e nel 2017 il premio “Mensa Verde”. Cibo locale, sano, genuino e meno dispendioso che permette alle famiglie di pagare un buono pasto a soli 2€. Un esempio da seguire insomma, rivolto anche al comune di Lodi per ridurre i costi di gestione e garantire a tutte le famiglie di poter affrontare la spesa per i propri bimbi, “perché la mensa è motivo di integrazione tra i piccoli delle varie etnie presenti nel territorio”.

Gli amministratori di Lodi presenti in studio hanno ribadito la necessità della richiesta di questa ulteriore documentazione solo ed esclusivamente “perché gli italiani, con la presentazione dell’ISEE, hanno una verifica ulteriore da parte della guardia di finanza che non è possibile applicare per chi è immigrato nel nostro paese”. Il modello di mensa “low coast”, presentato sei anni fa dall’amministrazione comunale samassese e riproposto in tanti altri territori sardi, non necessita nemmeno della certificazione ISEE, poiché ” la priorità dell’iniziativa è far partecipare tutti i bambini alla mensa” spiega Pusceddu.

Centinaia sono stati i commenti in questi giorni, giunti da tutta Italia, di solidarietà e ammirazione verso il gesto compiuto da Enrico Pusceddu. “Al cospetto dei bambini le nostre parole scompaiono. La lettera del sindaco di Samassi  al sindaco di Lodi merita di essere letta perché esempio della serietà, della capacità e della compostezza che si richiede ad un’istituzione. I sardi si confermano avanti!” si legge nel profilo Facebook del primo cittadino di Samassi. E ancora “c’è la “ Buona scuola “ e la scuola buona . Dal sindaco di un piccolo comune della Sardegna una  grande lezione di civiltà”. “Mi complimento, Sig. Sindaco, della bellissima lettera inviata alla sua collega di Lodi. Non conosco la sua appartenenza politica e non mi interessa. Come sardo nonchè  cittadino onesto e democratico sono orgoglioso di persone come lei”. E ancora: “grazie per la sua lettera, ci ha rappresentato tutti. Marco da Livorno”.

Il sindaco replica scrivendo “avrei voluto ringraziarvi uno per uno e rispondere personalmente a tutti per i tanti, tantissimi, messaggi che avete scritto ma visti i numeri (incredibili) mi è oggettivamente impossibile. Scusatemi. Non pensavo che una lettera potesse suscitare tanto clamore ma in fondo sono felice nel vedere che di questi tempi siamo in tanti a pensare che un altro mondo è possibile.

L’intenzione” continua Enrico Pusceddu “a prescindere dal piccolo esempio di Samassi, era semplicemente quella di richiamare l’attenzione sul fatto che, anche dinanzi a questioni così complesse, un’alternativa, una buona soluzione nella Pubblica Amministrazione si può sempre trovare, basta volerlo. In questi anni ho visto bellissimi e lungimiranti progetti portati avanti da colleghe e colleghi dei Comuni di tutta Italia. Amministratori bravi e capaci. È solo una questione di priorità e la tutela dei diritti dei bambini, la scuola e l’integrazione sociale devono sempre essere una nostra priorità”.


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