Maurizio di Sinnai, a pochi metri dal portavalori assaltato: “All’inizio sembrava un semplice incidente”

Il 42enne era a bordo della sua auto, diretto a Sassari, quando ha visto le prime fiamme: “E dopo pochi minuti gli spari, uno dopo l’altro. Ho filmato tutto, non ho avuto tanta paura: le forze dell’ordine ci hanno supportato e protetto”


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C’era anche Maurizio Lecca, 42enne di Sinnai, artigiano, tra gli automobilisti che hanno visto, in tempo reale e a poca distanza, l’assalto al portavalori sulla Ss 131, all’atezza di Giave: “All’inizio sembrava un semplice incidente, c’erano fuoco e tanto fumo”. Lecca, diretto a Sassari per motivi di lavoro, si stava già preparando psicologicamente a fare ritardo quando è scoppiato l’inferno. “Gli spari, uno dopo l’altro. Mi sono messo a filmare i soccorsi, col mio cellulare, non ho avuto tanta paura”, confida. Ma ha comunque sudato freddo, visto che il commando armato non aveva ovviamente anticipato le mosse: “Siamo rimasti tutti in fila almeno sino alle undici, prima di poter riprendere a guidare. Le forze dell’ordine ci hanno supportato e fornito tutta la protezione del caso. Al momento dell’assalto al furgone mi trovavo da solo, dentro la mia automobile: C’è voluto un po’ di tempo prima di capire cosa stesse realmente succedendo, solo quando ho sentito i primi spari ho compreso che si trattasse di una rapina”.
“Ero distante, mi sono messo un po’ al riparo”, prosegue. Il lieto fine, per lui, c’è stato. Il sangue freddo è riuscito a mantenerlo quasi sempre: “Ero molto vicino al punto dov’è successo il tutto, davanti a me c’era una pattuglia. Gli agenti sono stati molto tempestivi”.


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