Massimo di Cagliari, papà separato: “Pago il mantenimento per mia figlia ma l’aiuto già ogni giorno, assurdo”

PAPÀ SARDI SEPARATI, LE LORO STORIE – Anni di convivenza, una figlia e, poi, la separazione. Massimo, prof 54enne, è furioso: “Mi sento trattato come un bancomat. La mia ex ha 500 euro al mese da me, tutti soldi destinati alla nostra bambina. Che senso ha darglieli se le pago già tutte le spese quotidiane?”


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Il patatrac avviene nel 2014, dopo tanti anni di convivenza. Tra Massimo, prof 54enne cagliaritano, e la sua compagna, di qualche anno più giovane, l’amore svanisce. E arriva la separazione, passaggio non facile anche perché, i due, hanno una figlia molto piccola. Il giudice, alla fine, decide che l’uomo, ogni mese, dece staccare un assegno “di cinquecento euro tondi, per il mantenimento della mia dolcissima Katya”, (il nome della piccola è di fantasia). Tutto bene? Manco per idea. La sua ex sceglie di andare a vivere “in un’altra casa”. Ma, dopo un po’ di tempo, Massimo riesce a ottenere un importante risultato: “Poter vedere mia figlia ogni giorno, o quasi. Io e la mia ex dobbiamo dividerci in modo equo il tempo”. La piccola Katya è felice e raggiante, può tornare a vedere ogni giorno anche il suo papà. Che inizia “a non farle mancare nulla. Sono sempre pronto in caso di bisogno, ecco perché non tollero e trovo assurdo dover pagare lo stesso 500 euro fissi ogni mese. L’ho fatto notare alla mia ex, proponendole di sospendere l’erogazione della quota, ma lei è stata impassibile e continua a pretenderla”.
E così, ogni tre del mese o giù di lì, il prof dice addio a una fetta del aul stipendio: “È comunque un esborso importante. Poi, tante volte capita che ci siano degli extra e spese straordinarie da sostenere, non mi tiro mai indietro anche perché, sennò, ci sarebbero problemi con gli avvocati”, osserva il papà. “Non voglio continuare a delegare altri per le spese legate a mia figlia, voglio contribuire direttamente io”, afferma in modo perentorio.


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