Massidda-Farris, scontro finale. Pd-Zedda divisi: è politica Ok Corral

Nel centrodestra guerra aperta tra Farris e Massidda. Nel centrosinistra Pd e Zedda sono ormai separati in casa. Cagliari città incartata, tra chi balla coi Lupi e chi gioca a fare il lupo solitario


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Ci sono due aspetti quantomeno grotteschi in una politica cagliaritana da “Ok Corral”. Il primo è che Piergiorgio Massidda secondo il Consiglio di Stato non abbia i numeri per guidare l’Autorità Portuale, ma che secondo il governo abbia invece le carte in regola per esserne il commissario. Il secondo è che il sindaco Zedda e il Pd giochino ormai  da separati in casa: neppure la moglie più rinunciataria toglierebbe al marito la funzione vitale, in questo caso quella di governare. Il Pd resta senza neanche un assessorato, contesta il sindaco praticamente su tutto, soprattutto sul Lirico. Ma non gli vota mai contro.  Dall’altra parte, nel centrodestra, per la prima volta Giuseppe Farris su Facebook lancia ufficialmente l’idea delle primarie. Il capogruppo di Forza Italia è uscito ieri allo scoperto contestando apertamente il rivale di sempre, Piergiorgio Massidda. Ha pubblicato il suo stipendio (190mila euro), ha fatto capire che accetterebbe anche una nomina al porto dal centrosinistra, anzi proprio dal sindaco Zedda in persona, in cambio del passaggio della metropolitana dentro il porto. E magari del sì al Pul che salverebbe i baretti del Poetto?

Chissà,  di sicuro siamo di fronte già alla volata per la candidatura a sindaco. Farris sfida apertamente Massidda: vorrebbe le primarie, per vedere chi davvero gradirebbero i cagliaritani alla guida del centrodestra. Farris è stato, alle ultime elezioni, il consigliere in assoluto più votato. E non ha digerito lo sgambetto di Massidda alle provinciali. Massidda però potrebbe decidere ancora una volta di correre da solo, per adesso balla coi Lupi. Un valzer che non risolve i problemi dei cagliaritani, nel 2013 della grande crisi che chiude il suo ciclo senza risultati positivi per il Comune: il Poetto non ha un piano, Tuvixeddu non ha un parco, sull’urbanistica Sel e Pd hanno idee diametralmente opposte. Su Stangioni lo dimostra, altre migliaia di voti che peseranno tantissimo alle prossime elezioni regionali. A governare la città sono in realtà i dirigenti comunali coi loro tempi lunghi intrisi di burocrazia. Quindi Massidda e Farris vanno allo scontro finale, quello che nei film western era sempre il più spettacolare: pistola fumante alla mano, fuori dal saloon. Zedda annuncia sull’Unione Sarda il commissariamento del teatro Lirico, poi in consiglio comunale balbetta,  dice che in fondo no, quasi quasi non lo chiede più, il commissario. Perchè i conti sono a posto anche se i dipendenti resteranno senza stipendio, merito naturalmente della Crivellenti accolta come si sa con applausi scroscianti al teatro Lirico. Prima che calasse il sipario, e che i componenti del cda cominciassero a dimettersi. Ma è davvero questa la politica che meritiamo? Fateci capire: quartieri che non sono più rappresentati, da quando hanno abolito le circoscrizioni. Sentenze vere, fatte da giudici inattaccabili, che dicono che alla guida dei principali enti cagliaritani ci sono persone che non stanno al posto giusto. Nel frattempo siamo una città dove le proteste per il lavoro perduto quasi non fanno più notizia:è normale che ci siano persone disperate che occupino assessorati, persino giornalisti in crisi che sfilino al mercato civico col megafono. Cagliari è una città che si sta incartando, tra chi balla coi Lupi e chi gioca a fare il lupo. Solitario.


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