Mario Trudu, il detenuto sardo con sclerosi sistemica ottiene i domiciliari: “Un atto di umanità”

““Un atto di umanità e sensibilità che restituisce serenità a Trudu e ai suoi familiari, molto preoccupati per le condizioni di salute del congiunto”

Mario Trudu, 69 anni, di Arzana, ha ottenuto il temporaneo differimento della pena, con detenzione domiciliare, per gravi motivi di salute. Lo ha disposto il Magistrato di Sorveglianza di Cagliari accogliendo l’istanza presentata dal legale di fiducia Monica Murru, in attesa dell’udienza in programma il prossimo 5 novembre. L’uomo, pur con rigide prescrizioni che ne limitano la libertà, potrà quindi essere sottoposto al programmato intervento chirurgico per eradicare il tumore prostatico e sottoporsi alle sedute ormonali e di radioterapia che si renderanno necessarie fuori dal carcere.
“Un atto di umanità e sensibilità che restituisce serenità a Trudu e ai suoi familiari, molto preoccupati per le condizioni di salute del congiunto. Il trascorrere dei mesi nella Casa di Reclusione di Massama senza alcuna cura specifica – osservano in una nota l’avv. Monica Murru e Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione SDR, impegnate a più riprese a richiamare l’attenzione sulla grave situazione sanitaria dell’anziano detenuto – stavano creando nell’anziano arzanese uno stato di prostrazione che aggravava le sue condizioni di precaria salute. Il temporaneo differimento della pena e la possibilità di trascorrere il periodo della convalescenza in un ambiente diverso da quello del carcere potrà favorire un positivo esito delle cure indispensabili a salvargli la vita. Il provvedimento del Magistrato è la risposta a quanto avevano auspicato anche i familiari”.
“Il detenuto – è scritto nel decreto – è affetto da sclerosi sistemica complicata da interstiziopatia polmonare e fenomeno di Raunaud alle estremità per la quale è in previsione la terapia con vasodilatatori non ancora iniziata ‘perché il detenuto aveva chiesto a suo tempo di soprassedere…’ e attualmente non praticabile per gli importanti effetti collaterali che l’assunzione del farmaco produce in presenza di temperature elevate. E’ stato inoltre diagnosticato un adenocarcinoma della prostata per il quale sono previsti, in linea di massima, tre mesi di terapia ormonale seguiti da 30 sedute di radioterapia”.
“Il tipo di patologia di più recente diagnosi e la necessità di terapia da prestarsi (peraltro in luogo esterno di cura) con cadenza quotidiana, rendono il complessivo stato di salute del detenuto tale – si legge ancora nella parte predispositiva del decreto – da aggravare oltremodo la sofferenza che normalmente e necessariamente la carcerazione comporta per chiunque vi sia sottoposto, determinando una sproporzione fra la sanzione e il reato, rendendo la prima contraria al senso di umanità”.
Sulla situazione sanitaria di Mario Trudu era intervenuto, tra gli altri, il Garante nazionale delle Persone private della libertà Mauro Palma.


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