Marco di Assemini, portuale disperato: “I miei figli costretti a saltare anche la merenda” 

Marco Campo, 53 anni, è uno delle centinaia di lavoratori del Porto Canale pronti ad essere licenziati: “Cosa faccio alla mia età? In casa lavoro solo io, non possiamo più andare nemmeno a mangiare una pizza fuori. Ci aiuta mia madre con una pensione da 450 euro al mese”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA

Marco Campo, 53 anni, di Assemini, è un gruista al Porto Canale di Cagliari da quindici anni: “Il mio stipendio è di duemila euro al mese, sono sposato e ho due figli di 4 e 8 anni, mia moglie non lavora”. Famiglia di 4 persone, quindi, monoreddito: e ora c’è la scure, tremenda, delle procedure di licenziamento avviate dalla Cict: “Dove me ne vado alla mia età? Devo pagare un affitto mensile di 500 euro più altre rate, stiamo già facendo delle rinunce. Non andiamo più a mangiare fuori, niente più pizza una volta alla settimana e mio figlio non può più andare a fare piscina”, spiega Campo. Insomma, la vita di una famiglia normalissima, come ce ne sono tante in Sardegna, sconvolta dall’incubo della disoccupazione.
“I miei figli ora devono saltare la merenda, al massimo mangiano un pacchetto di crackers e non più un panino, dobbiamo stringere la cinghia”, confessa il 53enne. “Ho pensato di partire all’estero, ma quando hai una famiglia spostarsi è difficile. Ci facciamo aiutare da mia madre, che prende una pensione da 450 euro al mese”.


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