Manuela di Cagliari: “Laurea in tasca ma niente lavoro, al call center guadagnavo solo 500 euro”

Manuela Gurrieri è una delle tantissime giovani sarde disoccupate: “Ho girato alcuni call center e una onlus che operava per accogliere immigrati. Con quel poco che prendevo, tra i 500 e i 700 euro, riuscivo a fare ben poco”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA

Laura di Lingue e comunicazione in tasca e un lavoro che non c’è. Manuela Gurrieri, cagliaritana di 30 anni, ha fatto tutte le pratiche per poter partecipare a cinque colloqui con altrettante aziende presenti all’International job meeting alla Fiera di Cagliari: “Ho fatto vari lavori: segreteria, call center e anche in una onlus che si occupa dell’accoglienza di migranti. Non sono stati lavori adatti a me, a parte un call center e la onlus. Qui c’è poco futuro, nonostante il porto e la possibilità di puntare sul turismo”. È ferma da sette mesi, lavorativamente parlando, la giovane: “Vivo con i miei, ho dei risparmi ma faccio molta fatica. Cercare lavoro è diventato il mio lavoro. Devo rinunciare a tutto, non possono nemmeno uscire con gli amici. Spendo solo per la benzina e l’abbonamento telefonico, indispensabile per cercare lavoro”, spiega. E partire fuori? “Sì, ci ho pensato. L’ideale sarebbe Barcellona, in Spagna, ma è caruccia. Bat, in Inghilterra, è una piccola città nei pressi di Londra, lì so che si vive bene e che ti porta ad avere molti sbocchi”, osserva la Gurrieri.

 

Partire, però, vuol dire lasciare i propri affetti: “Lo so, ma quelli non ti danno da mangiare. Servono garanzie sicure per il futuro, sennò da grandi cosa ci prendiamo, la pensione di povertà? Mi farò una famiglia ma solo dopo essermi sistemata, non posso avere un marito e dei figli se non sono tranquilla con me stessa”. Nei vari lavori e lavoretti che ha fatto, Manuela Gurrieri ha guadagnato “tra i 500 e i settecento euro, pochissimo. Riuscivo a fare l’essenziale per vivere e per dare un contributo in casa”.


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