Manno e Sant’Alenixedda, le scuole in bilico: “Stop a questo piano”

Nuovo no dei genitori al piano di dimensionamento scolastico in fotocopia 

Ennesimo appello dei genitori e degli operatori delle scuole di Cagliari. Un coro di no al nuovo piano di dimensionamento delle scuole del capoluogo sardo, che chiedono di sospendere e di volerlo riconsiderare “tenendo conto di criteri più rispettosi delle specifiche realtà umane e storiche che si sono create nella città”.  

“Nonostante tre sentenze di tribunale abbiano bocciato il piano di dimensionamento scolastico dello scorso anno, per quanto riguarda la scuola “Manno-Cima-Conservatorio” e la scuola elementare Sant’Alenixedda – si legge in una nota del Comitato di genitori e operatori delle scuole –  è stato riproposto lo stesso identico assetto. A pochi giorni dal termine delle iscrizioni, si procede alla razionalizzazione delle scuole della nostra città e della Sardegna in maniera superficiale e superveloce, seguendo le logiche numeriche dei tagli come per qualsiasi altro settore produttivo, la scuola è assimilata ad un’azienda in cui gli alunni, i docenti, il personale ATA sono considerati numeri che devono rispondere a criteri quantitativi. Va sottolineato che quando una scuola funziona bene, non ha senso “sfasciare” quella realtà positiva, anzi non sarebbe più logico premiarla e rinforzarla?”.  

 Gli effetti del dimensionamento dell’anno scorso. “Le nostre scuole, Manno-Cima-Conservatorio e Sant’Alenixedda – si legge ancora nel comunicato – stanno vivendo una condizione inaudita a causa di notizie contraddittorie che stanno mettendo a dura prova tutte le persone coinvolte. Dopo le varie sentenze che hanno ribadito l’illegittimità del dimensionamento e che ci hanno fatto credere nella ricostituzione dei nostri istituti, ogni volta abbiamo visto il misconoscimento delle decisioni dei magistrati e la negazione dei nostri diritti. Ma non basta. Poiché l’Ufficio Scolastico Regionale ha scelto di non ottemperare alle prime sentenze del TAR del 5 e del 6 agosto 2013, quando le operazioni di esecuzione della sentenze si sarebbero potute svolgere prima dell’inizio dell’anno scolastico, senza turbare il normale avvio delle lezioni, siamo arrivati alla situazione attuale di assoluto caos, in cui si sono perse di vista le ragioni iniziali della vertenza ed è stata avviata una propaganda di screditamento nei confronti dei comitati sorti a difesa delle suddette scuole, additati, paradossalmente, come i responsabili di quanto sta accadendo”


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