Mandas, nel caso Oppus spuntano gli strani sms del parroco indagato per massoneria

Umberto Oppus passa al contrattacco: dopo l’archiviazione delle accuse nei suoi confronti, chiede ai suoi legali di procedere con le denunce per la campagna diffamatoria e calunniosa. E nell’inchiesta spuntano alcuni strani sms del parroco

Incassata l’archiviazione delle accuse a suo carico, per l’infondatezza delle stesse, l’ex sindaco di Mandas Umberto ha dato mandato ai suoi legali di procedere in merito. L’esponente politico, infatti, si era ritrovato indagato dopo un esposto presentato alla Procura della Repubblica di Cagliari, il 12 ottobre 2015, dai consiglieri comunali di minoranza Paolo Rocchitta, Riccardo Giua, Ignazio Pilia e Severino Anedda. Una denuncia di fatti gravissima, poi rivelatasi come detto infondata, supportata da una serie di documenti allegati dai consiglieri comunali di Bentu Nou. Fra questi, nel corso delle indagini, è stato accertato che uno dei documenti allegati per sostenere l’accusa era stato firmato, il 12 aprile 2011, dall’ex segretario comunale Enrico Pili, morto, però, il 30 agosto 2010. Un vero e proprio colpo di scena che, nonostante l’evidenza degli atti nelle mani della Procura (il documento firmato dal Pili è classificato con pagina 30), il capogruppo di minoranza Paolo Rocchitta dalle pagine de L’Unione Sarda aveva addirittura accusato Oppus di essere un bugiardo. Sostenendo ed affermando, anche attraverso la propria pagina Facebook, il 27 aprile 2017, che “I consiglieri di Bentu Nou, come dovrebbe essere ed è logico e scontato, specie per chi ci conosce personalmente, non hanno mai falsificato alcun documento; ma neanche allegato alcun documento falso, tantomeno spacciandolo per vero”.

Da qui la decisione di Oppus di mettere fine alla campagna diffamatoria e calunniosa nei suoi confronti dando pieno mandato ai suoi legali di procedere in merito. Un quadro in cui si innestano anche alcuni sms, sempre diffamatori, mandati dall’ex parroco di Mandas don Giancarlo Dessi all’allora presidente ANCI Sardegna Piersandro Scano, in cui il religioso accusava Oppus. Elementi ora al vaglio degli inquirenti.

Una partita complessa se si pensa che proprio don Dessì, oggetto di una indagine canonica per presunta appartenenza alla massoneria, è al centro anche delle accuse mosse (e poi archiviate anche queste per infondantezza) con l’ex parroco di Gesico don Luca Pretta. La testimone chiave di quel processo, a verbale, ha infatti affermato che “nel dicembre 2014 fu contattata proprio dal parroco di Mandas per procedere contro il Pretta”.

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