Malattia del cervo, la paura dei macellai sardi: “Se scoppia la psicosi nessuno comprerà più carne”

La malattia non può essere trasmessa all’uomo, ma chi ha una macelleria teme che la gente possa farsi prendere dalla paura. Gianluca Bodano: “Vendo carne sarda, ma molta arriva dall’estero: speriamo di non vivere un bis della mucca pazza”. Gianluca Frau: “Mi rifornisco solo da allevamenti sicuri, per non perdere parte del guadagno farò arrivare carne nazionale”


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L’effetto psicosi è dietro l’angolo. La malattia del cervo scoperta su alcuni bovini della Sardegna, che ha portato il ministero della Sanità a bloccare subito le esportazioni della carne per un mese e la Regione Sardegna a garantire una deroga per le macellazioni solo nei confini isolani colpisce, di rimbalzo, i macellai. La malattia non può essere trasmessa all’uomo, gli esperti sono già stati chiari. Ma l’effetto “mucca pazza bis” non fa dormire sonni tanto tranquilli a chi, ogni giorno, vende bistecche, macinato e fettine. Come spiegare a una fetta della clientela, se non dovesse più varcare l’ingresso della macelleria, che la carne è totalmente sicura? Bella domanda. Tra chi se la pone c’è Gianluca Bodano, titolare di una macelleria a Cagliari, nella zona del quartiere del Sole: “Può capitare che la gente, in preda alla psicosi, abbia il rifiuto di comprare carne bovina. Ricordo ancora i tempi della mucca pazza, le persone erano arrivate a non comprare il bovino, al punto che era arrivato a costi irrisori con un crollo delle vendite”. A poche settimane dal periodo natalizio c’è di che essere preoccupati: “Può avvenire un crollo delle vendite, ma la nostra carne è controllata e c’è anche quella piemontese o dalla Toscana. Nel mio caso faccio arrivare tagli anche dall’estero, dalla Germania. Le alternative ci sono”, osserva, “ma di base c’è la paura che porta all’inevitabile rifiuto di acquistare carne. Sulle prenotazioni di Natale, la maggior parte delle prenotazioni riguardano maialetto e agnello. C’è comunque qualche famiglia che si orienta sull’acquisto del bovino”.
“Speriamo che non ci sia nessuna psicosi, sennò sarà un macello. Non ho capito nemmeno bene io se ci siano rischi per le persone, come ai tempi della mucca pazza”. Non lo è. È netto Gianluca Frau, macellaio di via Campania a Cagliari: “La mia carne arriva solamente da Arborea, è tracciata e lì non ci sono focolai o casi. Il blocco sarà lungo un mese, sono pronto a prendere delle carni nazionali in caso di problemi”, prosegue Frau. E per chi pretende la carne cento per cento sarda? “Allora potrei essere fregato. Gente intimorita? Vedremo nei prossimi giorni, di sicuro questa nuova malattia non c’è da un paio di giorni in Sardegna”.


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