Malamovida a Quartu, Milia tira dritto: “Le regole vanno rispettate, chi non è d’accordo se ne faccia una ragione”

Il sindaco non torna indietro dopo gli ultimi provvedimenti, incluso lo stop alla musica all’1 e il divieto di pubblicità degli eventi nei locali: “La maggior parte dei quartesi è con noi, i leoni da tastiera o qualche improvvisato organizzatore turistico non ci faranno cambiare idea. Il turismo vale il 7% del Pil, in Italia il 12: colpa anche del mancato rispetto delle leggi”

C’è stata l’ordinanza anti alcol per le notti d’estate, poi lo stop alla musica all’una nei weekend e a mezzanotte gli altri giorni e il divieto di fare pubblicità agli eventi musicali nei locali. Una stretta contro la cosiddetta malamovida, quella imbastita dal sindaco di Quartu Graziano Milia, che ha sollevato tante polemiche. Alcune pubbliche, altre private: stando a quanto trapela, più di un gestore degli stabilimenti e dei chioschi del Poetto sarebbe furioso, e soprattutto scontento. Ma, davanti a un microfono, preferisce il no comment. Ma è sufficiente leggere i commenti agli articoli di Casteddu Online e quelli nei gruppi ufficiali della terza città della Sardegna per capire che non tutti sono d’accordo con le scelte del sindaco. Che, però, tira dritto: “Il turismo in Sardegna vale il 7% del Pil, in Italia mediamente il dodici. Cosa non va? Abbiamo risorse enormi, il problema è che non riusciamo a farle rendere nel migliore dei modi e uno dei motivi è perchè, spesso, non rispettiamo le leggi e le regole. Tutto è fatto in base all’improvvisazione”, afferma Milia. “Bisogna dare ordine a partire dal rispetto delle norme. Quando mi sono candidato a fare il sindaco, in uno dei video fatti in piena campagna elettorale dissi che il nostro intendimento era il ripristino della legalità”. E, se due più due fa sempre quattro, tra le righe Milia sostiene che, prima del suo arrivo, in città ci fossero casi, forse anche palesi, di illegalità.
“Incidere sulle abitudini non è semplice, ma è un impegno preso e che manterremo e non ci sarà nessuno che ci convincerà del contrario, nemmeno il più grande leone da tastiera o qualche improvvisato organizzatore turistico o di altra natura”, dice il sindaco. “Le regole sono alla base del rilancio della nostra comunità, siamo consapevoli che la stragrande maggioranza dei quartesi la pensa così e vuole questo”. Un pensiero, quest’ultimo che un po’ cozza con i tanti commenti al veleno sui social. Ma, secondo Milia, ci sarebbe una maggioranza silenziosa, “che non appare tanto e non scrive sui social e non manda lettere ai giornali, che lavora in silenzio e rispetta le norme”. Gente che “vorrebbe una città più ordinata, pulita e rispettosa. Noi siamo dalla parte loro e anche da quella dei cittadini che non vogliono capire, ma sappiamo bene come farglielo capire che, anche se non sono d’accordo, se ne dovranno fare una ragione: così sarà e non torneremo indietro”.


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