Magomadas, parla l’amministratore della Geco: “Contro di noi solo fesserie”

Parla Leonardo Galleri A.D. della Geco, azienda che produce fertilizzanti finita in una bufera mediatica per presunto smaltimento irregolare di fanghi: “Contro di noi solo fesserie, vi spiego il perché”

La tiepida mattina di Santo Stefano, sembra essere una delle tante che animano la zona industriale alle porte di Magomadas, provincia di Oristano. I cancelli della GECO sono aperti, ad attenderci l’amministratore delegato, Leonardo Galleri, classe 1972, giovane imprenditore che ha deciso di puntare su un settore all’avanguardia: produrre fertilizzanti con i fanghi provenienti dai reflui dei depuratori. Negli ultimi tempi, l’azienda è stata al centro di un “groviglio mediatico” che ha portato alla ribalta nazionale la sua attività, Galleri è persona pacata e di giudizio, con gentilezza e tranquillità, ci invita a visitare ogni angolo dell’azienda, verificare i cicli di trasformazione e gli impianti di abbattimento miasmi, insomma, non vuole nascondere proprio nulla e ci spiega il perché.

 

Dott. Galleri, in breve, ci può raccontare cosa è successo?

Siamo stati travolti da questa pseudo indagine fatta da un ex deputato, che ci ha lasciato un po spiazzati perché qui è tutto alla luce del sole e siamo sottoposti a controlli continui, da quando abbiamo iniziato l’attività; alla fine devo ammettere che dal punto di vista del marketing, la vicenda è girata a nostro favore, abbiamo dato le risposte che dovevamo dare con molta chiarezza, ci hanno chiamato da tutta l’Italia esprimendo solidarietà e mostrando interesse per l’attività che svolgiamo.

 

Allora ci racconti in breve che cosa è la GECO, innanzitutto la parola Geco sta per?

Geco sta per Gestione Ecologiche e anche perché il geco è un animale ecologico, l’azienda si occupa del settore del recupero degli inerti, successivamente l’attività è stata ampliata per il recupero dei fanghi di depurazione. Queste due attività si combinano nel seguente modo: la terra che viene fuori dal recupero degli inerti, è una terra inorganica e utilizziamo delle miscele per bilanciare la sostanza organica che si ottiene dai fanghi di depurazione che devono avere determinate caratteristiche, perché produciamo ammendanti per l’agricoltura, infatti siamo iscritti al Ministero dell’Agricoltura come produttori di fertilizzanti. Utilizzando delle miscele che contengono sia terra che sostanza verde, andiamo a fare delle linee di prodotti da utilizzare per i vari tipi di coltura in agricoltura, ultimamente stiamo ultimando la fase di marchiatura CEE con le prove sul campo per ottenere le schede agronomiche certificate che certificano la bontà del prodotto.

Molti purtroppo non sanno che qui in Sardegna (ma anche nel resto d’Italia) stiamo andando verso la desertificazione, abbiamo terre sempre più povere di carbonio, dalle analisi che abbiamo effettuato in zona, ci sono terreni con 1×1000 di carbonio, questo prodotto che facciamo, ha una percentuale minima di carbonio del 20% e quindi servirà in prospettiva per l’agricoltura e per migliorare questi tipi di terreni, se vogliamo trovare una soluzione all’utilizzo di fertilizzanti chimici che sicuramente sono dannosi per l’agricoltura.

 

Come mai non utilizzate solo fanghi sardi?

 Non utilizziamo solo fanghi sardi perché non abbiamo trovato fanghi che avessero quei parametri che servono per il nostro prodotto. In Sardegna è consentito lo spandimento “tal quale” in agricoltura, cosa che in alcune regioni d’Italia non è permessa, il fango d’ingresso che serve a noi ha dei parametri più restrittivi rispetto a quello che si utilizza nello spandimento “tal quale” in agricoltura. Alla fine i nostri prodotti verranno insacchettati, una volta terminata questa prima fase e la maggior parte del prodotto verrà esportata in altri Paesi in via di sviluppo  e comunque dove nei terreni c’è una bassa percentuale di carbonio, insomma, con la marchiatura CEE, miriamo a realizzare una varietà di prodotti che variano le percentuali di carbonio in base ai terreni dove verranno utilizzati.

 

Come risponde alla polemica innescata da un ex deputato, spiegando tecnicamente che non ha ragione?

Una marea di fesserie talmente grandi che non so da cosa iniziare, siamo partiti dal fatto che portassimo “scorie nucleari”, le accuse si susseguono e si evolvono, poi siamo arrivati allo sversamento di reflui nelle campagne, poi sono saltati fuori questi documenti “top secret” della Puglia, puntualmente abbiamo pubblicato i documenti e risposto con i fatti. Ma lui penso che si sia impantanato e non sa più come uscirne e continua con questi improbabili scoop, sulle distanze, decontestualizzando completamente ciò che trova e pubblicando solo ciò che gli interessa. Noi le risposte le abbiamo date, siamo sotto controllo dalle autorità competenti, da quattro mesi siamo controllati da tutti, cos’altro dovremo produrre oltre a quello che stiamo già facendo, poi la pericolosità di un’azienda è facile da verificare, basta venire con un laboratorio, fare un prelievo e verificare se effettivamente c’è pericolo, una cosa ovvia che noi facciamo già. Qualora l’ex deputato avesse avuto dubbi, veniva qui con un laboratorio certificato per fare questo tipo di analisi. Sicuramente la verifica non si può fare con una bottiglietta d’acqua, recuperando della condensa da un rimorchio, perché chiunque abbia un minimo di nozioni in materia, si rende conto che è ridicolo.

 

Dopo i giorni del clamore mediatico, ci sono state le visite degli inquirenti?

 Certo, c’erano già anche nei giorni prima e anche il giorno dopo, per i normali controlli che si fanno, che si sono sempre fatti, questa è un’azienda che a regime può dare tra i quaranta ed i cinquanta posti di lavoro, attualmente abbiamo rallentato la produzione perché con questi “chiari di luna” non sai cosa può succedere, anche noi vogliamo chiarezza in merito, quindi non è possibile fare processi mediatici sui social, senza che nessuno si prenda la briga di verificare la veridicità di video totalmente farlocchi che non dimostrano niente e che possono distruggere la vita delle persone e delle aziende così..

 

Gli abitanti di Magomadas come la vedono?

Tra i miei dipendenti ci sono anche cittadini di Magomadas. C’è un comitato che si è creato e che non rappresenta assolutamente Magomadas, non so quante persone siano, ma non tante. So solo che nessuno è mai venuto qua a vedere cosa si fa, si sono riferiti a delle ricerche su internet, da quando è iniziata l’attività nessuno si è mai curato di venire a chiedere cosa si fa o cosa non si fa. Escluso alcuni amministratori comunali e lo stesso sindaco (che incontrerò oggi n.d.r.) che sono venuti qui e si sono resi conto della situazione.

 

Avete presentato qualche querela a tutela della vostra immagine?

 Attualmente stiamo valutando, qui non è una questione solo di querele, i nostri legali vedono altri reati oltre la diffamazione, come il procurato allarme. Ci sono altre cose oltre la querela, il danno che è stato fatto non è solo nei nostri confronti, a volte sorrido su questa vicenda, pensando che chiunque ha un po’ di buon senso, si rende conto che sono state dette un mare di castronerie che non stanno ne in cielo e ne in terra.

 

Insomma, c’è una certa ostilità da una parte del paese?

 Si, diciamo che c’è una certa ostilità da parte di alcuni personaggi, ostilità al quanto strumentale, anche questo verrà verificato nelle opportune sedi.

 

 

 

 

 


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