Maestro scomparso da Assemini, la figlia non si arrende: “Papà era tranquillo”

Marco Frau è un “fantasma” da ormai un mese. La figlia Michela è riuscita a sbloccare il suo cellulare: “Non c’è nulla che faccia temere il peggio, la sera della scomparsa stava lavorando ad un progetto scolastico. Dov’è finito?”

Marco Frau non si trova. È passato ormai quasi un mese da quel quindici ottobre, data nella quale il maestro 52enne è stato come “inghiottito” da un buco nero. È scomparso da Assemini, dalla sua casa di via Pola nella quale stava vivendo in affitto, dopo aver abitato per anni a Villasimius. Le ricerche vanno avanti e si continua ad agire seguendo la pista della scomparsa volontaria: Frau, insomma, avrebbe deciso liberamente di uscire, tra le 22:30 (orario nel quale è stato visto per l’ultima volta da una collega che si era fermata a cenare da lui) e le sette del mattino del sedici ottobre. In ormai trenta giorni non è arrivata nemmeno una segnalazione e sono già state “scandagliate” anche le zone di campagna e i fiumi di Assemini. Una delle figlie, Michela, 23 anni, però non ci sta: per lei Marco Frau è vivo e dev’essere trovato. Dopo varie peripezie è riuscita a sbloccare quasi totalmente il cellulare del padre: “Sono riuscita a fare un backup dei dati di Google, dalle ultime ricerche che ha fatto non è emerso nulla di particolare o di preoccupante”, racconta, in esclusiva, a Casteddu Online. E c’è anche un nuovo dettaglio che, in un caso di scomparsa, potrebbe comunque tornare utile: poche ore prima di sparire nel nulla, Marco Frau stava “lavorando per la scuola”.

 

Sul suo pc portatile, infatti, la figlia ha trovato “un documento di Word legato a un progetto per gli studenti che non vogliono fare l’ora di Religione, incentrato sull’educazione civica. L’ultimo salvataggio di quel file risale alle 20:30 del quindici ottobre”, racconta la ragazza. “Quindi, la sera della scomparsa mio padre era tranquillo e stava facendo le solite cose”. Intanto, il suo appartamento di Assemini è già stato svuotato: “L’affitto era pagato sino a metà novembre, ho portato via tutti i suoi effetti personali perchè, visto che non si è portato dietro le chiavi di casa, mi sembra chiaro che non sarebbe mai potuto ritornare lì”. In ultimo, la figlia lancia un nuovo e accorato appello: “Chiunque abbia notizie di mio padre si faccia vivo”.