M5s, Manuela Serra lascia e non raddoppia: “Non mi candido, torno a scuola”

La senatrice sarda del M5S annuncia che non si ricandiderà, con una coda al veleno: “Auguro a chi vuole fare il portavoce di essere presente a se stesso senza mentirsi sul motivo della propria candidatura. Non è facile, non è per niente facile smascherare se stessi”


Per le ultime notizie entra nel nostro canale Whatsapp

Di Jacopo Norfo

Manuela Serra lascia e non raddoppia. La prima senatrice sarda nella storia del M5S rompe il silenzio delle ultime polemiche e annuncia che non si ricandiderà. Tornerà a scuola, a fare l’insegnante. E in un lungo post su Fb ufficializza quello che sembra un addio: “5 anni da portavoce.

Senza elencare le battaglie, senza raccontare le magnifiche esperienze che ho vissuto, senza entrare in tutti i vortici di pensieri che si intrecciano tra di loro difficilmente raccontabili in un post, vi dico che non mi ricandidero’.

Continuerò la mia esperienza da cittadina libera e attiva.
Ringrazio di cuore tutte le persone che ho conosciuto lungo questa strada.
Tutte, davvero.
A partire dai tanti attivisti che mi hanno insegnato a non mollare mai.

Un infinito grazie a Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, mi riempie di orgoglio essere parte del sogno che è il M5S.
Ringrazio i miei colleghi di commissione compagni pazzi con i quali abbiamo pensato e scritto il programma sulla scuola M5S.

La scuola da dove sono partita e dove ritornerò insieme ai miei alunni speciali.
Dopo 5 anni in Senato ho necessità di tornare in aula, quella vera, dove si formano i cittadini, dove si attua l’integrazione, dove si mettono in pratica i valori di socialità e condivisione.

Abbiamo bisogno di cittadini che sappiano essere coscienti e liberi dove l’essere umano sappia di essere parte dell’universalita’ del tutto e non monade solitaria.
Per questo è importante inondare gli animi di curiosità, dubbi e problematiche dalle quali saper discernere e scegliere le soluzioni migliori senza per questo intaccare la sensibilità e poesia del proprio compagno o compagna.
La rivoluzione culturale non si può attuare con leggi e imposizioni legate a regole calate dall’alto, ma solo tramite esempio di vita.

In nessun luogo istituzionale, e in Parlamento in assoluto, si riesce a parlare di rivoluzione culturale, di vita, di essenza.
Servono persone che sanno stare all’interno di quei luoghi senza essere amaliati dal potere.
Per ora le aule parlamentari si nutrono di violenza, menzogna, prevaricazione.

Vedere personaggi politici ripiegati su sé stessi recitare la parte del parlamentare impegnato, mentre il Paese sta andando a rotoli è stato per me, estremamente doloroso.
Strani esseri gobbi su stessi senza umanità schiavi del potere creato intorno a sé stessi riempiono aule e commissioni ignari del mondo fuori.

Tutti questi “gobbi”, incontrati in questi anni hanno avuto responsabilità su molti dei drammi attuali legati al lavoro precario, dell’impossibilità di avere cura e coscienza e tempo per pensare e conoscere.

Riprendo la mia vita con nuovi colleghi e un mio unico sogno: una società civile cosciente.

Non lascio il M5S fatto di politica onesta, post-ideologica, sempre rivolta al bene comune.

Non smetterò di occuparmi di politica, impossibile per me.

Auguro a chi si candida come portavoce di essere presente a sé stesso/a senza mentirsi sul motivo della propria candidatura.
Non è facile, non è per niente facile smascherare sé stessi!

Io sarò sempre a disposizione se serve per affiancare chi entrerà, per donare ciò che ho imparato.
Meravigliose persone si ricandidano e ne sono felice, continueranno a scalfire il potere.

Auguro, a tutti i miei amici candidati tanta fortuna e una meravigliosa campagna elettorale”.


In questo articolo: