Lucia di Cagliari, dall’anoressia alla nuova vita: “Sono arrivata a pesare 30 chili perchè non mi piacevo”

Il menù giornaliero per molti anni? “Due pomodori, un’arancia e un the. La fame mi dilaniava ma non riuscivo a mangiare di più perchè avevo un’autostima bassissima”. Lucia Corona, 57 anni, ha sconfitto la ‘bestia’ dell’anoressia: “Sono rinata grazie agli psicoterapeuti. Ai genitori dei figli e figlie anoressici dico che non si devono vergognare degli sguardi della gente”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA

Lucia Corona, 57anni, di Cagliari, è una di quelle donne che è riuscita a sconfiggere il “mostro” chiamato anoressia. La sua vita cambia, “all’improvviso”, a trentaquattro anni: “Sposata da un anno e senza lavoro. Ho sempre avuto una bassa autostima, i disagi sono scoppiati tutti in una volta. La paura di essere giudicata dagli altri, un’insicurezza di fondo e il timore del non essere all’altezza di fare qualcosa”. Questo il mix letale che porta Lucia “a mangiare, in un giorno, solo due mele, un’arancia e bere un thè. La fame la senti tantissimo”, racconta, “tutto è iniziato con una dieta che mi sono imposta, mai avrei pensato di diventare anoressica. Sono alta un metro e cinquanta e sono arrivata a pesare trenta chili. Fortunatamente, mi ha aiutato una forte consapevolezza, unita all’aiuto di psicoterapeuti”. E, piano piano e con sforzi, spesso, immensi, la 57enne inizia ad intravedere la luce alla fine del tunnel.
Oggi Lucia pesa 43 chili e sta meglio: “Quando non si mangia è perchè si spera di ottenere altro, come l’amore, l’attenzione, l’aiuto”. Frequenta costantemente uno dei due gruppi inseriti nella onlus “Voci dell’anima”, realtà fondata dieci anni fa da Elisabetta Manca Di Nissa, cinquanta persone – giovani e adulti – colpiti o che hanno parenti stretti affetti da anoressia. “Il messaggio che lancio a chi è anoressico è uno, bisogna tenere duro e farsi aiutare quanto prima. Ai genitori di figli e figlie anoressici voglio dire di non vergognarsi mai degli sguardi della gente sui corpi dei loro ragazzi, ogni persona ha un valore e una bellezza e dev’essere aiutata a uscire fuori dall’incubo dell’anoressia”.


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