Luca Attanasio, chi era il giovane ambasciatore ucciso in un’imboscata in Congo

Solo pochi mesi fa aveva ricevuto il premio Nassirya per la Pace 2020 “per il suo impegno volto alla salvaguardia della pace tra i popoli e per aver contribuito alla realizzazione di importanti progetti umanitari distinguendosi per l’altruismo, la dedizione e lo spirito di servizio a sostegno delle persone in difficoltà”.  Lascia la moglie e tre figlie piccole

Luca Aattanasio, 43 anni, sposato e con tre figlie piccole, nato a Saronno (Varese) il 23 maggio 1977 e cresciuto a Limbiate, è l’ambasciatore italiano ucciso oggi in Congo assieme ad un carabiniere nel corso di un attacco, è uno degli ambasciatori più giovani del nostro Paese. Come riporta il nostro giornale partner quotidiano.net, si era laureato nel 2001 alla Bocconi in economia aziendale, il diplomatico era capo missione a Kinshasa dal 5 settembre 2017. In Congo – dove risiedono all’incirca mille italiani attualmente residenti – Attanasio stava portando avanti anche diversi progetti umanitari.

 Solo pochi mesi fa, in ottobre, gli avevano consegnato il Premio Nassirya per la Pace 2020  organizzato dall’associazione Elaia nel corso di una cerimonia a Licusati, una frazione del comune di Camerota in provincia di Salerno con qeusta motivazione: “Per il suo impegno volto alla salvaguardia della pace tra i popoli e per aver contribuito alla realizzazione di importanti progetti umanitari distinguendosi per l’altruismo, la dedizione e lo spirito di servizio a sostegno delle persone in difficoltà”.


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