L’sos di agenti e tour operator di Cagliari: “Crollo degli arrivi, i turisti sardi non bastano”

Tutto paga, ancora, il Covid. Chi organizza e vende vacanze si trova ancora con l’acqua alla gola, o quasi. Domani flash mob al Bastione: “Migliaia di attività chiuse, le scelte per contenere la pandemia hanno causato una grande crisi”

Domani dalle 14 alle 15 si svolgerà nella terrazza Santa Caterina al Bastione San Remy di Cagliari, in concomitanza con iniziative simili a Roma, Venezia, Rimini e Palermo, un flash mob organizzato da Filcams
Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil per richiamare l’attenzione sulle difficili condizioni del settore turistico. L’iniziativa si inserisce nel quadro della mobilitazione nazionale di categoria e si concentra in cinque regioni come luoghi simbolo dell’intera filiera turistica del Paese. In Sardegna il settore è stato colpito in maniera pesante, a partire dalle agenzie viaggi e tour operator: al crollo dei flussi turistici internazionali legati all’emergenza Covid non ha sopperito la domanda interna e continuano a peggiorare le condizioni dei lavoratori. Non a caso le categorie chiedono al Governo di ripristinare gli ammortizzatori sociali in deroga e il blocco dei licenziamenti, prestando particolare attenzione agli stagionali che più duramente sono stati colpiti dalla crisi. Inoltre, sollecitano un confronto per individuare un intervento complessivo che salvaguardi l’occupazione e
le professionalità e insieme a questo delinei una prospettiva per tutta la filiera. “Occorre individuare un nuovo modello di turismo che sia sostenibile dal punto di vista occupazionale, economico sociale, culturale e
ambientale – ha detto la segretaria regionale della Filcams Nella Milazzo – e questo significa qualità dell’offerta turistica e qualità dell’organizzazione e delle condizioni del lavoro: perciò come
categoria stiamo lavorando da anni alla definizione di una prospettiva di crescita valoriale del settore, che non poggi esclusivamente sulla quantità ma su un modello sostenibile e inclusivo, incentrato sul lavoro stabile, regolare e dignitoso”.
“La pandemia e le scelte fatte per contenerla hanno causato la più grande crisi del settore, con migliaia di attività chiuse e centinaia di migliaia di lavoratrici che hanno perso il lavoro”, ha detto
Giuseppe Atzori, segretario regionale Fisascat Cisl sottolineando che “a questo si aggiungono il grave ritardo sulle scelte legate alla partenza della nuova stagione e i ritardi sulle nuove condizioni dei
trasporti da e per la Sardegna”.  Per il segretario regionale Uiltucs Cristiano Ardau, “la crisi di altri settori strategici impegna ancora di più il comparto turismo, che potrebbe dare sbocchi occupativi e ricchezza nel territorio: per farlo è necessario uscire dal cliché secondo il quale questo settore non sarebbe in grado di reggere l’economia con la piena salvaguardia dell’ambiente e dei costumi del territorio”. La ricetta per superare
la crisi è “il rispetto delle leggi e la piena applicazione del contratto collettivo nazionale sottoscritto dai sindacati più rappresentativi: basta con la precarietà, devono essere utilizzate solo forme contrattuali lecite e legittime”.


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