Lo spiedo e la sorella Luisa in fin di vita, la verità di Diego Carta interrogato a Uta: “Si è pentito ed è dispiaciuto”

Il 49enne ha colpito con uno spiedo e un’anfora la sorella Luisa, gravissima al Brotzu. Presenti, all’interrogatorio del gip Giorgio Altieri, anche i due avvocati dell’uomo: “Ha detto che non doveva andare a finire così, non voleva fare ciò che ha fatto”. Confermata la misura cautelare in carcere

Quaranta minuti, tanto è durato l’interrogatorio, nel carcere di Uta, da parte del gip Giorgio Altieri, di Diego Carta, il quarantanovenne che, due notti fa, ha colpito con uno spiedo e poi con un’anfora la sorella Luisa, 69 anni, ex assessora e consigliera comunale quartese, che ora versa in gravissime condizioni al Brotzu. Nel corso dell’interrogatorio Carta, arrestato per tentato omicidio, si è fatto assistere dai suoi legali, Anna Laura Miglior ed Emanuele Pizzoccheri: “Ha detto di essere pentito e dispiaciuto, che non doveva andare a finire così, non voleva”.
Il riferimento, ovviamente, è al litigio scaturito, poi, nella brutale aggressione nei confronti della sorella, ridotta in fin di vita. Subito dopo l’interrogatorio, è stata confermata la misura cautelare in carcere. “Ora attendiamo di sapere cosa deciderà il giudice, se vorrà approfondire magari facendo qualche indagine sulla personalità del nostro assistito”, proseguono i legali.
“Noi non chiederemo di farlo uscire dal carcere”, precisano Anna Laura Miglior ed Emanuele Pizzoccheri. Prossimo round giudiziario, la decisione del pm: o ulteriori indagini o la richiesta di giudizio immediato per Diego Carta. Accusato, sinora, di tentato omicidio della sorella.


In questo articolo: