Liste d’attesa in Sardegna, Nieddu: “Presto i soldi per accelerare visite ed esami salvavita”

Audizione dell’assessore regionale della Sanità in commissione. Il punto sulla vertenza Aias. Nieddu scettico sul mater Olbia: “ho trovato un cantiere, non c’erano assolutamente i requisiti per l’accreditamento” e si è detto molto perplesso sulla bontà della convenzione firmata con l’ospedale dalla Regione

Aias, liste d’attesa e Mater Olbia sono stati gli argomenti trattati dalla Commissione Sanità del Consiglio regionale, presieduta da Domenico Gallus (Misto), che oggi ha sentito in audizione l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu.

Tre ore di riunione per iniziare a sviscerare alcuni problemi della sanità sarda. Per quanto riguarda l’Aias, l’assessore Nieddu ha riferito che è stato istituito un tavolo tecnico in assessorato, il 16 aprile scorso, che vede la partecipazione di Aias, Ats e Anci per la quantificazione della situazione creditoria. Finora sono stati definiti i debiti esigibili dall’Aias per il 2018 pari a 200mila euro a fronte di un credito  vantato nei confronti dell’Ats di 2,7 milioni, mentre i crediti del 2019, pari a circa 5,6 milioni, sono stati pagati quasi completamente, tranne circa 1 milione che è ancora bloccato per procedure legate a Equitalia, ma sarà sbloccato a breve. L’Ats, su richiesta dell’assessore, ha velocizzato i pagamenti del 2019, saldando le fatture dovute entro 30 giorni. L’esame dei crediti del 2017, invece, si concluderà a breve. La cifra che l’Aias chiede è di 25 milioni euro. Ci sono, inoltre, fatture per circa 2,5 milioni legate alla quota sociale per il 2018 presentate dall’Aias ai Comuni e non pagate perché le amministrazioni comunali non hanno ancora chiuso i bilanci. Più complessa è la quantificazione dei crediti anteriori al 2017 che è comunque in corso. Intanto, ha riferito l’assessore, sono stati corrisposti ai lavoratori l’80% degli stipendi di gennaio, febbraio e marzo 2019 ed è stata confermata la possibilità di sottoscrivere un nuovo contratto con Aias. Apprezzamento per il lavoro svolto dall’assessorato e dal tavolo tecnico è stato espresso dal presidente della Commissione, Domenico Gallus, e dai commissari Giorgio Oppi (Udc) e Antonello Peru (FI), auspicando la soluzione definitiva della vertenza Aias che vede mille famiglie che aspettano ancora dieci mensilità di stipendi arretrati.

Sul Mater Olbia l’assessore è stato, invece, molto critico affermando di aver effettuato un sopralluogo e di aver trovato un cantiere, “non c’erano assolutamente i requisiti per l’accreditamento” e si è detto molto perplesso sulla bontà della convenzione firmata con il Mater Olbia dalla Regione. Il presidente Gallus, Peru e Oppi hanno auspicato che, a fronte dei 60 milioni garantiti al Mater Olbia, la Sardegna abbia un livello di  eccellenza in campo sanitario che limiti i viaggi della speranza, che costano alla Regione 77 milioni di euro, oltre al grave disagio che subiscono malati sardi. I consiglieri hanno esortato l’assessore a verificare che il Mater Olbia non svuoti gli ospedali dell’Isola dalle eccellenze esistenti per trasferirle a Olbia.

La Commissione ha, poi, affrontato il problema delle liste d’attesa. L’assessore Nieddu ha riferito che è attivo un tavolo tecnico in assessorato e che a breve saranno disponibili le risorse necessarie per attuare le iniziative che consentiranno di ridurre i tempi per visite e esami diagnostici, a volte salvavita. Dalla riunione è emerso che dei 350 milioni del Piano nazionale per le Liste d’attesa, non ancora recepito dalla Regione, alla Sardegna spetteranno appena 2 milioni per l’ammodernamento tecnologico. La carenza di personale medico è, poi, uno dei problemi principali e di difficile soluzione. Per Gianfranco Ganau (Pd) la situazione è meno grave di quanto sembri, perché nelle medie sui tempi d’attesa – ha detto – vengono inseriti anche gli screening e le visite programmate. Ganau ha esortato a utilizzare meglio le classi di priorità e  ha affermato che nel reparto di Oculistica di Sassari, con l’urgenza, le visite vengono prenotate entro 6-7 giorni. Per il vice presidente della Commissione Daniele Secondo Cocco (Liberi e Uguali) sarebbe utile ampliare gli orari e i giorni in cui eseguire gli esami, come già sperimentato qualche anno fa a Nuoro, avviare una mobilità regionale ed extra regionale per reperire il personale necessario e intervenire sugli Atenei perché attivino i corsi per formare le figure professionali richieste, come quelle di tecnico di radiologia. Stefano Schirru (Psd’Az) ha, inoltre, proposto di consentire gli esami nelle strutture private in extra budget, che costerebbero pochissimo alla Regione a fronte di un servizio di alta qualità e che solleverebbe gli ospedali da un carico che non riescono a gestire.  La Commissione ha concluso i lavori e li riprenderà la prossima settimana con l’audizione dell’assessore Nieddu che riferirà sullo stato della Rete ospedaliera


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