L’incrocio della morte di Decimomannu non può aspettare: amministratori e cittadinanza chiedono la messa in sicurezza

Il Comitato ha inoltrato alla Regione la volontà per un incontro urgente, in mancanza di risposta verrà organizzata una nuova manifestazione di protesta.


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Non c’è più tempo da perdere, le croci disseminate nell’incrocio lungo la Ss130, che ricade nel territorio di Decimomannu, ricordano la scia di sangue che si consuma da anni: una sfida contro la morte per chi deve attraversare quel tratto di strada, innumerevoli le segnalazioni inoltrate agli enti di competenza, il progetto per la realizzazione di un cavalcavia è pronto da tre anni ma, intanto, tutto è fermo, bloccato e si continua a morire. Il bollettino dell’ultimo sinistro, avvenuto ieri mattina, conta tre persone che sono rimaste ferite gravemente per uno stop bruciato: è stato solo l’ennesimo scontro che ha macchiato l’asfalto di sangue, di lamiere contorte e detriti sparsi ovunque. Dopo l’intervento della sindaca Monica Cadeddu, anche il Comitato sicurezza Ss130, coordinato da Ottavio Schirru, scende nuovamente in campo: ha inoltrato una richiesta urgente alla Presidente della Regione Todde, per un incontro. Se questo non avverrà, il 5 giugno organizzerà una manifestazione di protesta. “Da anni chiediamo la messa in sicurezza di un incrocio, che abbiamo ribattezzato l’incrocio della morte, ma sembra che nessuno voglia ascoltare.

Si sono susseguiti governi nazionali, regionali ma nulla! Silenzio! Solo silenzio!

Forse non hanno contezza della gravità? Eppure stiamo “urlando” da tanto” ha comunicato ieri la sindaca Cadeddu. “Confidando nel fatto che prima o poi qualcuno si renda conto che abbiamo un problema di sicurezza”.


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