L’incidente a Villaputzu e l’odissea tra Cagliari e Torino: “Fratturato, dolorante e costretto a pagarmi le cure”

Piero Pani, due mesi fa, si scontra con un pick up sulla Provinciale 99. Da otto settimane vive un calvario assurdo: “Portato al Brotzu, volevano dimettermi quasi subito. Mia figlia mi ha portato in Piemonte, ho 6 costole spaccate e un braccio ko. L’assicurazione non si fa viva, sono un pensionato e le spese stanno raggiungendo livelli insostenibili”

Dell’incidente ricorda poco, una mano d’aiuto arriva dalle cronache. Il 18 marzo l’auto guidata da Piero Pani si scontra con un pick up sulla Provinciale 99, a Villaputzu. Pani rimane incastrato tra le lamiere e portato d’urgenza, con l’ambulanza, al Brotzu. È vivo quasi per miracolo, ma le ferite sono numerose. Un letto nel reparto di Chirurgia, occupato dall’uomo i primi cinque giorni, poi il trasferimento, grazie all’intervento della figlia, in Piemonte. E un’odissea mai finita: “A Cagliari volevano dimettermi dopo due giorni, intanto per quasi tre settimane sono rimasto sedato. Non riuscivo a muovermi e, come oggi, ero molto dolorante”. Gli esami e le lastre non lasciano dubbi: “Ho sei costole spaccate, fratturate, più la clavicola del braccio sinistro, che non riesco a muovere bene”. A Montanaro, 50 chilometri da Torino, il pensionato, un passato da meccanico, racconta di “essere costretto a pagarmi tutte le visite. Il sistema sanitario nazionale, soprattutto se non sei nella tua regione di residenza, non ti fornisce nessun aiuto. Solo dai privati trovo rapidità, ma devo pagare tanti soldi. Per una lastra partono anche 150 euro”. L’uomo, per fortuna, viene aiutato dalla figlia e dal genero.
Ma, ovviamente, la vicinanza e l’amore di una figlia non bastano a lenire i dolori: “Visite ortopediche, visite specializzate. Tutto costa, e sono dovuto venire in Piemonte perchè, in Sardegna, i tempi rischiavano di essere molto lunghi. Dall’assicurazione della macchina, dopo due mesi, non ho nessuna notizia. I danni sono ingenti, quei soldi sono urgenti per potermi continuare a pagare le cure e, pian piano, guarire. Purtroppo, la sanità sarda non è sicuramente un’eccellenza: basti pensare che al Brotzu, prima di riuscire a trasferirmi in Piemonte, mi avevano anche spostato in uno stanzino”.


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