Limousine e Charolaise, a Nuragus un meeting dedicato agli allevatori

Sabato 8 aprile, presso la casa padronale Carboni-Boy a Nuragus, in programma un meeting dedicato alle razze da bovini da carne Limousine e Charolaise

L’azienda Carboni-Boy è stata la prima in Sardegna ad acquistare e importare capi di bovini da carne Charolaise negli anni ‘70. Qualche anno dopo, a questa splendida razza, è stata affiancata la Limousine, oggi fiore all’occhiello degli allevamenti galluresi. 
 
Per ripercorrere la storia delle razze Limousine e Charolaise in Sardegna, l’ Anacli (Associazione Nazionale Charolaise e Limousine) in collaborazione con Apa e Aipa della  Sardegna, ha organizzato un meeting presso la casa padronale Carboni-Boy a Nuragus (CA). L’appuntamento, previsto per sabato 8 aprile a partire dalle ore 10:30, vedrà la partecipazione di un centinaio di allevatori provenienti da tutta l’isola e si svolgerà in due diverse sessioni.
Il programma della prima parte dei lavori prevede gli interventi della padrona di casa, l’avvocato Rita Carboni-Boy; del delegato Anacli, Vanni Tamponi; del professore di Zootecnia Speciale dell’Università di Sassari, Giancarlo Rossi; del coordinatore degli esperti Anacli, Giuseppe Piccinelli; dell’amministratore Herd Boof Charolaise, Guy Rambert. La sessione è coordinata dal direttore Aipa Cagliari-Sassari, Aldo Manunta. 
 
Il pomeriggio, invece, è prevista una sessione tecnica sulla gestione della riproduzione nel bovino da carne. Gli interventi sono a cura della Sig.ra Maria Carolina Pellegrini Bettoli dell’azienda Carboni-Boy, Silvio Pistis esperto di razza, Marco Acciaro dell’Agris Sardegna e di Antonio Spezzigu, Sebastiano Sale e Stefano Bua, componenti della EmbryoSardegna.
 
«Dagli anni ’70 a oggi – commenta il delegato Anacli Sardegna, Vanni Tamponi – le Charolaise e Limousine si sono affermate sul territorio regionale e l’obbiettivo del meeting è proprio quello di ripercorre, insieme ai protagonisti del comparto, la storia e l’evoluzione di queste razze». Oggi la Sardegna vanta 250 allevamenti iscritti ai Libri Genealogici e quasi 3mila animali allevati, numeri che la collocano come la quarta regione italiana per diffusione di capi. «Nonostante la continua crescita del settore – prosegue Tamponi – i problemi non mancano. Su tutti spicca la blue tongue che per gli allevatori rappresenta uno spauracchio difficile da estirpare e capace di compromettere la movimentazione dei bovini verso il continente con perdite economiche di svariati milioni di euro». 
 
Per offrire un nuovo impulso al settore, l’associazione Anacli in sinergia con Apa e Aipa, promuove numerose iniziative finalizzate alla formazione degli operatori del comparto per migliorare la qualità degli allevamenti.
 
 
Nella foto, bovini “Limousine”


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