Ligabue, Cagliari ha perso il concerto: l’Arena Circense che non c’è

Tanti sardi sono dovuti andare a Padova sabato scorso per vedere il rock, l’ultimo rito pagano. Perchè Cagliari non ha uno spazio per i grandi concerti

Non ci è concesso avere un Arena Circense. Non puoi andare a sentire il concerto, purtroppo per farlo devi andare “in-continente”. Ed è un privilegio che ti puoi concedere in rarissime occasioni. Di sentire, come deve essere per un amante della musica in tutte le sue esplicazioni, sentire non vedere capita. Avventure per noi isolani, dedicate esclusivamente ad eventi difficilmente ripetibili. Per cui vai a raccogliere i pareri dalle note stampa, dai video, dai commenti dei fans sul web, su twiter. Rilevi che non sarà più quello di una volta, quello del 1990 e su di li, Ligabue alcune pietre miliari della musica italiana le ha scritte e suonate. Meno di prima con la semplicità dei suoi concerti, ma piace ancora tanto, fa cantare e ballare. Con Vasco Rossi è l’unico che riempie gli stadi e le piazze. Chiaramente su questa frase movimento di protesta dei bipedi “solo music chic”: Chi, Ligabue? Chi?

In Sardegna Ligabue ha tenuto concerti in ogni sua tournee. Dalla prima volta alla Fiera Campionaria di Viale Diaz, primi anni novanta, io c’ero (l’ho detto). Palchetto e sedie rosse, disposte affianco al tubo in cemento. Fu un concerto per pochi intimi. Oggi probabilmente, anzi certamente spazi per un palco ed una coreografia impressionante, vista dal piccolo schermo, in Sardegna non esiste. In quel di Padova, sabato 12 luglio, si è scatenato un temporale estivo impressionante, eppure nessuno dei paganti si è mosso. Come hanno dichiarato i fans in TV: “Per Luciano questo ed altro”. Sarà pure per qualcuno, solo Luciano Ligabue ma a noi piace. Che dire di Leggero o, di Certe Notti o, di Urlando contro il Cielo o, di Ballando sul Mondo o, Piccola stella senza cielo. Noi non abbiamo più il fisico e da isolani/isolati e neppure i denari, perciò aspettiamo il film in DVD. I concerti per chi li organizza sono ovviamente un “business”, così come per chi li ospita. Per noi, non di continente, proprietari di “locations” stupende, sarebbe un toccasana economico. Purtroppo, noi non siamo incontinente. Per cui non abbiamo potuto ascoltare il primo brano del concerto cioè Il muro del suono e neppure l’ultimo Con la Scusa del Rock’n roll. Rock’n roll che rimane l’ultimo rito pagano. Purtroppo. Almeno credo. Gianfranco Carboni.


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