Ligabue a Cagliari, il Comune ha solo mezze Arene: salta il concerto?

Cagliari non ha spazi per ospitare i grandi concerti, ma il Comune rilancia ancora l’Arena Sant’Elia: il concerto di Ligabue alla fine si potrebbe fare comunque alla Fiera


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La notizia è questa: il concerto di Ligabue a Cagliari rischia di saltare, perché il Comune non ha uno spazio per ospitare un concerto-grande evento. Anzi, in realtà di spazi ne ha diversi: c’è la straordinaria e fantasmagorica Arena Sant’Elia, che lo scorso anno ha collezionato record di figuracce e di concerti saltati, e che l’assessore Enrica Puggioni con orgoglio è pronta a riproporre anche il prossimo anno. Fatta di tubi Innocenti e poltroncine rosse, dove spesso però non si è capito dove gli spettatori potessero sedersi nel caos dei numeri. Poi ci sono il Parco della Musica, scenario per poche centinaia di intimi e l’anfiteatro romano, che però come si sa è ancora chiuso. Della Fiera il Comune non sa nulla: un immenso spazio come quello di viale Diaz quasi totalmente inutilizzato per gran parte dell’anno, dove in realtà si sono sempre tenuti i grandi concerti a Cagliari sin dai tempi della Festa dell’Unità.

La realtà è un’altra: sono gli organizzatori dei concerti, primi fra tutti i Palmas che stanno trattando per Ligabue, che ormai si rifiutano di dialogare con il Comune, così come tante associazioni culturali. Il risultato però è che un grande capoluogo di Regione è senza uno spazio  per ospitare un concerto qualunque, anche di Vasco Rossi, dei Negramaro, di qualunque artista che sia in grado di portare più degli 11mila spettatori di capienza massima dell’Arena Sant’Elia, dove peraltro 11mila spettatori non si sono mai visti. Si è parlato spesso del nuovo Sant’Elia, la realtà è che nessuno- dal Cagliari al Comune- ha fatto un solo passo per progettarlo. E domani Cagliari- Juventus si gioca davanti a 5mila spettatori, in quello che sarà un altro danno di immagine per la città. Sugli spettacoli, bisogna dirlo, la giunta Zedda ha fatto flop: non è pensabile che il centrosinistra non si preoccupi neanche dello svago dei giovani in tempo di crisi. Non può bastare Tonino Carotone o la musica balcanica, qui si tratta di artisti che verrebbero a loro carico a suonare a Cagliari. Non è possibile che un assessore non sappia dove può suonare Ligabue, che a Cagliari non ci sia un posto per organizzare un concerto rock. Alla fine il concerto si potrebbe fare comunque alla Fiera, con il Comune a fare da spettatore. Altrimenti i fan di Ligabue dovranno rassegnarsi e andare all’Olimpico o a San Siro. Così come fanno da anni gli appassionati di musica che per un solo concerto in Italia sono costretti, tra viaggio e spese varie, a spendere anche 500 euro.  Altro che Capitale della Cultura. Una Mondovisione per pochi intimi.