Lettera aperta ai politici sardi:”Perchè non valorizzate i monumenti?”

La Fondazione Nurnet scrive un appello a tutti i candidati alle prossime elezioni regionali

La Fondazione di Partecipazione NURNET scrive questa lettera appello a nome di quelle persone convinte che in Sardegna esista un patrimonio di risorse scarsamente valorizzato, rappresentato dai diecimila nuraghes, e dagli innumerevoli villaggi, pozzi sacri, tombe dei giganti, dolmen, menhir e domus de janas.

Questi monumenti sono l’espressione più alta del nostro legame con la Terra Madre Sardegna.

Le ferite inferte all’ambiente, al paesaggio e alla nostra dignità di Sardi; le centinaia di migliaia di ettari dichiarati inquinati; le ampie porzioni di suolo costantemente utilizzate per esercitazioni militari con effetti collaterali ignorati; le note difficoltà economiche che mettono in fuga i nostri migliori giovani; dovrebbero spronarci nella ricerca di forme di crescita diverse da quelle sin qui esperite.

Abbiamo la risorsa ma non la valorizziamo.

Una Terra meravigliosa che a parole ci invidiano ma che, perlopiù, nella storia, è diventata preda di intraprese rapaci, incuranti dei cicli della natura e degli uomini.

Noi pensiamo che il modello di evoluzione economica debba includere delle reti di relazioni sociali che si sviluppano anche attorno alla conoscenza dell’antica storia della Sardegna e dei miti che si accompagnano: la Rete dei Nuraghi.

Essa implica attività di cooperazione, prevalentemente empatiche e volontarie, ma non esclude la possibilità di gestire progetti economici per tutti i nodi e i livelli della rete.

Noi vorremmo che si creino forme di collaborazione pubblico – private, di alleanze strategiche, il cui obiettivo è quello di favorire il successo dell’Isola e il rafforzamento della sua immagine nel mondo. Un’immagine non più centrata solo sulla balneazione estiva ma sull’idea di Isola del benessere, di una civiltà nella quale, quattro millenni fa, si sviluppò una civiltà rurale ma ricca, le cui evidenze sono tuttora presenti in ampie porzioni dell’Isola. Una civiltà con tradizioni e culture affascinanti che ancora oggi hanno riflesso sul patrimonio genetico di noi Sardi.

La nostra è l’idea di un’economia che crea del valore emergente dai processi di collaborazione volontaria, per la comune crescita sociale e culturale.

Il mondo è attraversato da viaggiatori che spendono una vita e tanti risparmi per la ricerca di un’emozione spirituale. Noi Sardi, però, sembriamo non comprenderlo o non cogliamo la possibilità di trarne dei benefici. Tuttavia qualcosa si muove e anche noi, con il nostro progetto, pensiamo di poter contribuire.

Siamo convinti che tutti quelli che la pensano in questo modo debbano lavorare coordinati, senza invidie e paure di perdere qualcosa. Anche volontariamente, per un senso di empatia verso la propria patria. Semplicemente ma con passione. 

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Tra breve Voi rappresentanti delle forze politiche chiederete il voto ai Sardi, sulla base di programmi che dovranno essere per forza di cose innovativi e capaci di indicare un obiettivo di speranza.

Per questa ragione vi chiediamo di inserire nel vostro modello di sviluppo questa nostra idea di Sardegna, fortemente identitaria, dignitosa e caparbia, con una propria storia da esporre al mondo, che potrebbe offrire un futuro migliore del presente.


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