Lesioni personali e abbandono di incapace i reati contestati ai genitori della bimba di 5 mesi trovata con la busta in testa

La piccola, ricoverata al Gaslini di Genova, è cosciente. C’è però il rischio di danni cerebrali per la prolungata assenza di ossigeno. I genitori terranno la patria potestà sui 4 figli

Secondo il tribunale dei minorenni non ci sono le condizioni per revocare la patria potestà, ovvero per portargli via i quattro figli, ma per la procura di Sassari i genitori della piccola di 5 mesi trovata in fin di vita con una busta di plastica sono responsabili di lesioni personali e abbandono di persona incapace. Sono questi i reati ufficialmente contestati dal sostituto procuratore Paolo Piras alla mamma e al papà della bambina ricoverata all’ospedale Gaslini di Genova. Un’inchiesta con cui si vuole accertare se ci sono responsabilità da parte della coppia rom, che vive nel campo nomadi di Piandanna alla periferia di Sassari, o se invece si è trattato solo di un tragico incidente, consumato nel giro di pochi istanti.

In un primo momento, gli inquirenti avevano ipotizzato che a mettere la busta di plastica sulla testa della bambina, per gioco, potesse essere stato il fratellino di 4 anni, che giocava vicino a lei, mentre gli altri due fratelli erano a casa dei nonni. Ipotesi smentita dalla mamma, secondo la quale è stato un colpo di vento a far arrivare la busta sulla faccia della bambina, impedendole di respirare per infiniti momenti che hanno rischiato di essere fatali.

Tutto è successo il 6 giugno scorso, al rientro della famiglia da un pomeriggio passato fuori. La piccola si era addormentata in auto, dopo che la mamma l’aveva allattata. Tornata nella loro abitazione, l’ha sistemata al centro del letto matrimoniale e si è spostata in un’altra stanza per cambiare il pannolino all’altro figlio, e il papà era andato a parcheggiare la macchina. Dopo qualche minuto, la donna si è avvicinata al letto e l’ha trovata con il sacchetto di plastica in testa.

La bambina non aveva più battito ed era già fredda, praticamente morta. Immediata la corsa al pronto soccorso pediatrico del Santissima Annunziata di Sassari, dove i sanitari hanno rianimato la bambina per 12 lunghissimi minuti prima di riuscire a riportarla in vita. Le sue condizioni, però, sono apparse subito disperate e, a quel punto, è stato organizzato un volo con l’aeronautica militare per il trasferimento al Gaslini.

Dopo lunghe settimane di coma, in cui i medici hanno disperato di poterla salvare, ieri la piccola ha aperto gli occhi, è uscita dal coma ed è cosciente, proprio nello stesso giorno in cui il presidente del tribunale dei minori, Guido Vecchione, ha respinto la richiesta della procuratrice Luisella Fenu di togliere la potestà genitoriale alla coppia. I quattro figli resteranno dunque con loro, ma la procura vuole vederci chiaro e ha ufficializzato i reati ipotizzati. Per la decisione di Vecchione, fondamentale è stata la testimonianza della pediatra e delle assistenti sociali, che hanno raccontato di genitori amorevoli e sempre attenti a curare i figli.

Ora tutte le attenzioni sono concentrate sulla bimba, che due giorni fa è stata operata per l’inserimento di un sondino che le garantisce l’alimentazione diretta. Una piccola guerriera, dicono i medici che la stanno curando, con tanta voglia di vivere e una grande forza. Resta ora da accertare se la lunga assenza di ossigeno abbia causato danni al cervello.

Lei, intanto, sorride ai medici e aspetta di tornare fra le braccia della mamma.