Le lacrime degli amici di Aly, il giovane senegalese morto a Sarroch: “Ci mancherai tantissimo”

Ventinove anni, padre di un bimbo di quattro, Aly Nguette è la vittima del terribile incidente stradale sulla Sulcitana. Stava tornando dal lavoro nei campi, viveva a Cagliari col padre. Gli amici e le amiche: “Eri positivo e pieno di vita, un grandissimo lavoratore. Sarà impossibile dimenticare il tuo sorriso”

Aly Nguette non c’è più. Il giovane senegalese – che da tanti anni viveva in Sardegna, a Cagliari – stava ritornando dal lavoro in una serra di Santa Margherita insieme a tre suoi colleghi quando la loro Opel si è scontrata frontalmente con un’Audi. L’impatto è stato terribile, e Aly ha avuto la peggio. È morto quasi subito, inutili i soccorsi. La notizia della sua morte ha raggiunto nel giro di poche ore i suoi più cari amici e amiche. Tra i primi ad apprendere della tragedia il rappresentante della comunità senegalese a Cagliari, Abdou Ndiaye: “Eravamo insieme a Quartu proprio da pochissimo, che tragedia”. A fornire più dettagli e tracciare un ricordo molto nitido di Aly è una sua amica, Marta Carusi. “Ci siamo conosciuti nel 2011, io ero una studentessa universitaria e anche il mese scorso è venuto a casa mia, a Musei”. Aly era “un grandissimo lavoratore, era sempre positivo e aveva solo parole gentili per tutti. Una volta mi ha detto ‘se devi parlare di una persona, parlane in modo positivo oppure non aprire la bocca’, e aveva perfettamente ragione”. Sposato, “sua moglie è in Senegal, così come sua madre e il suo bambino di quattro anni. Qui a Cagliari viveva insieme a suo padre”.
“Due settimane fa l’ho contattato su WhatsApp perché volevo inviare alcuni oggetti in Senegal e volevo sapere quali documenti dovevo compilare”, racconta la Carusi, “ci siamo frequentati per molto tempo insieme a un grosso gruppo di amici sardi e senegalesi. Mi mancherà tantissimo”, spiega, con la voce rotta dalla commozione, la trentaduenne. Un altro ricordo arriva da Chiara Vaccargiu, fondatrice del gruppo Touba Sardegna: “Conoscevo Aly dal 2011, mi è stato sempre vicino soprattutto in alcuni miei momenti difficili. È stato un grande lavoratore, aveva cercato di partire fuori dalla Sardegna ma poi era rimasto qui, lavorando principalmente come manovale e nei campi”.


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