Lavoratori in nero: multati dalla Finanza un ristorante e un negozio a Capoterra e nel Sulcis

I titolari delle imprese sottoposte a controllo sono stati diffidati a regolarizzare i lavoratori irregolari e sono stati destinatari di una sanzione amministrativa da un minimo di 1.800 euro a un massimo di 10.800 euro ciascuno

Nell’ambito delle attività di contrasto al lavoro nero ed irregolare, le Fiamme Gialle della Tenenza di Sarroch e quelle della Tenenza di Iglesias, hanno effettuato due controlli nei confronti di altrettanti esercizi commerciali, uno di Capoterra e l’altro nel Sulcis, operanti, rispettivamente, nel settore della ristorazione e dell’abbigliamento. 
 
Le attività commerciali sono state individuate a seguito dell’analisi delle informazioni acquisite nel corso del quotidiano controllo del territorio, con particolare riferimento agli 
adempimenti connessi alla regolare emissione dello scontrino fiscale, e dalla successiva consultazione delle banche dati in uso al Corpo. 
 
All’atto dell’accesso negli esercizi commerciali, le Fiamme Gialle hanno identificato tutti i soggetti intenti a svolgere attività lavorativa: i lavoratori sono stati appositamente 
intervistati al fine di consentire una puntuale e dettagliata ricostruzione della propria situazione occupazionale. 
 
Dall’analisi delle informazioni formalmente acquisite all’atto dell’accesso e delle scritture 
obbligatorie previste dalla normativa giuslavoristica, è emerso che, in ciascuna attività 
ispezionata, uno dei lavoratori identificati era completamente “in nero”, circostanza che, 
oltre a costituire illecito amministrativo, non assicura ai lavoratori alcuna forma di ttela ed 
assistenza. 
 
I titolari delle imprese sottoposte a controllo sono stati diffidati a regolarizzare i lavoratori irregolari e sono stati destinatari di una sanzione amministrativa da un minimo di 1.800 euro a un massimo di 10.800 euro ciascuno.  
 
Nel caso del negozio di abbigliamento, altresì, l’esame della documentazione  ha 
evidenziato che il datore di lavoro ha corrisposto al proprio dipendente una retribuzione 
mediante due pagamenti in contanti, modalità espressamente vietata dal mese di luglio 
del 2018 in quanto, gli emolumenti ai lavoratori dipendenti devono essere esclusivamente 
corrisposti con strumenti di pagamento tracciabili: tale condotta ha comportato 

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