Lavoratori del Brotzu in guerra e pronto soccorso nel caos: tra le barelle ammassate anche una 98enne

Protesta di Oss e infermieri giovedì: “Vogliamo stipendi uguali ai nostri colleghi e più personale”. Intanto, continua l’assurdo via vai di ambulanze: i malati attendono anche 7 ore prima di essere visitati


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Il Brotzu si conferma una pentola a pressione, anche a distanza di oltre un anno dai tempi bui e pericolosi del Covid. Tutti si lamentano, dai pazienti ai lavoratori: un rodeo vero e proprio, in un inizio di anno nuovo che non ha visto certo abbassarsi la soglia delle attese prima di essere curati, tra immense file di ambulanze in attesa e il rischio, anche a ridosso di Capodanno, del servizio di emergenza-urgenza. Giovedì mattina Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato un sit-in di protesta di tre ore e mezza davanti all’ingresso principale dell’ospedale. A pochi metri da lì, nel pronto soccorso, si continua ad attendere anche oltre sette ore prima di essere visitati, e il codice poco c’entra, soprattutto se non è quello rosso. Tra gli ultimissimi casi accertati c’è quello di una donna di novantotto anni, arrivata alle 12 e che, sino alle diciannove, ha atteso di essere presa definitivamente in carico sopra la barella dell’ambulanza che l’ha trasportata sin da Sant’Elia. “Mia zia si è sentita male, ha iniziato a perdere sangue”, racconta Marcella Baldi, 63 anni, nipote di Maria Piu. “Le suore che la ospitano hanno subito chiamato l’ambulanza. Solo dopo sette ore è stata visitata dai medici, ma prima ho dovuto penare tantissimo per avere dei tempi certi. Ha trascorso tutto il tempo sul lettino dell’ambulanza, vicino ad altri pazienti nella sua stessa condizione di attesa. Scene davvero folli”, prosegue la donna. “Alla fine, dopo il controllo, l’hanno dimessa dicendo che le perdite di sangue non sono nulla di preoccupante. È comunque una settimana che ce le ha, la farò visitare da un medico privato perchè voglio avere tutte le certezze del caso”. La Baldi ha anche realizzato un filmato nel quale si vedono tante persone, sedute sulle sedie di attesa del pronto soccorso del Brotzu in attesa anche di avere notizie dei propri cari.

 

“Ricordiamo a tutti che i nostri sono gli stipendi più bassi tra tutti i nostri colleghi che in Sardegna lavorano nella sanità”, spiegano dalla Uil. “Siamo di due fasce inferiori a tutte le altre aziende sanitarie. Al Brotzu hanno aperto e sono in funzione nuovi reparti quali la chirurgia bariatrica, la pediatria chirugica e la neurologia interventistica, peccato che non sia mai stato adeguato, numericamente parlando, il fabbisogno del personale”. Giovedì sciopero, ecco i punti principali: “Equiparazione stipendiale, basta con l’essere figli di un Dio minore, trasparenza nella contrattazione decentrata e assunzione del personale mancante”.


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