L’Ateneo di Cagliari propone l’aumento delle indennità: il Rettore raddoppia, compenso da 132 mila euro l’anno

Più soldi anche per Pro-Rettore, consiglieri di amministrazione e revisori dei conti. Nel mondo accademico cittadino esplode la polemica. Il docente Fercia ha presentato un’istanza di accesso civico: “La trasparenza è una delle nostre stelle e attendiamo che si faccia piena luce”. Protestano anche i sindacati: “Non è il momento”. L’Università: “E’ così in tutta Italia, ma le cifre non sono ancora quelle definitive”


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Aumentano le indennità dei vertici degli Atenei in tutta Italia. E protestano i sindacati. E anche a Cagliari esplode la polemica dopo la diffusione delle cifre sugli aumenti dei compensi proposti a palazzo Belgrano. Le cifre non sono definitive. Si tratta di calcoli effettuati in base ai parametri ministeriali e che dovranno essere approvati anche dal Mistero delle Finanze. Ma se dovessero essere confermati, il Rettore cagliaritano andrebbe a percepire 132 mila euro l’anno contro i 60 mila attuali, più del doppio.
Il pro-Rettore vicario 33 mila annui, i consiglieri di amministrazione 13 mila e 200, il presidente del collegio dei revisori dei conti 15 mila 840 e 3 mila 168 euro di gettoni di presenza (nel limite del 20% dell’indennità). Poi: i componenti del collegio dei revisori dei conti 13 mila 200 (indennità annuale) e 2 mila 640 (gettoni di presenza, nel limite del 20% dell’indennità).
L’impennata ha fatto storcere il naso a molti nel mondo accademico.
Riccardo Fercia, ordinario di Diritto romano e diritti dell’antichità dell’Università degli Studi di Cagliari, ha annunciato di aver presentato ieri al Direttore generale “una formale istanza di accesso civico (non di accesso “agli atti”, trattandosi di informazioni che l’Amministrazione deve rendere accessibili per trasparenza diretta come chiarisce l’Anac) per avere piena conoscenza delle delibere del SA e del CdA che hanno stabilito le nuove indennità spettanti alle principali cariche istituzionali di Ateneo, tra cui il Rettore. Va precisato, al riguardo, che il dpcm 22 agosto 2022…in materia di compensi…lascia pur sempre ampia discrezionalità nella determinazione del quantum, sicché ci troviamo di fronte a provvedimenti amministrativi, retti dal principio costituzionale di legalità, imparzialità e buon andamento…la trasparenza è dunque una delle nostre stelle”, sottolinea il docente, “attendiamo che faccia piena luce…considero interesse dell’intera comunità di Unica sapere a quanto ammontava l’indennità del MR, a quanto ammonta adesso e se sia finanche retroattiva. Ciò vale, naturalmente, per qualsiasi altra carica istituzionale.”
Polemiche sollevate anche a livello nazionale anche nel mondo sindacale c’è chi ha storto il naso. Arturo Maullu, Segretario Generale FGU Università, parla di “interpretazione “estensiva” riferendosi “a quanto stanno deliberando i CDA in diversi Atenei relativamente ad aumenti “considerevoli” delle indennità di carica dei componenti gli organi di governo e di controllo nelle università, che comportano di fatto aumenti abnormi delle indennità predette, in difformità dalla norma, con grave danno, a parere nostro, alle finanze pubbliche considerato che, in particolare i rettori, a differenza di altri amministratori pubblici, non si possono mettere in aspettativa, per cui sommano al già congruo stipendio di professore ordinario anche le indennità connesse alla carica elettiva ricoperta. Sovviene il dubbio”, conclude, “che si sia scelto un momento alquanto infelice da parte delle governance delle università nel voler impinguare le loro entrate, ciò nonostante il blocco del salario accessorio dei propri dipendenti al 2016 e ad “aumenti” contrattuali che non hanno coperto neppure in minima parte l’inflazione reale, ciò, indipendentemente dalla legittimità o meno di questa scelta, è una valutazione che è lasciata alla coscienza di ciascuno e che noi comunque, chiaramente, non condividiamo”.


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